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giovedì 28 aprile 2022

Sull'orlo del baratro 1

 Prima puntata



Mi sembra doveroso iniziare questa piccola serie a puntate, con una premessa “metodologica”. Per così dire.

Doveroso al fine di evitare spiacevoli equivoci. Possibili, probabili e, vista l’aria che tira, quasi certi.

Come ho cercato di far rilevare nel precedente post “Pazzi, cerini e....polveriere”, il campo dei commentatori sembra essere diviso in due fazioni nettamente contrapposte.

Da una parte quello che potrebbe essere definito il campo del pensiero unico, superficiale ed acritico. Secondo il quale la questione sarebbe semplice. Da una parte aggressori. Dall’altra aggrediti. Noi stiamo, evidentemente, con gli aggrediti e dobbiamo fare  tutto il possibile per aiutarli, anche militarmente, a difendersi dagli aggressori. E -la novità-, se del caso, contrattaccare. Naturalmente per difesa preventiva.

Questo Campo è davvero Largo. 

Ma non esprime soltanto unicità di pensiero, superficialità ed a criticità. Esprime anche protervia, arroganza, sicumera. Nonché un certo grado di ottusità. Basi psico-intellettuali di ogni conflitto.

La cosa diventa di evidenza solare nel momento in cui il campo largo bolla sistematicamente come guerrafondai pro-Putin chiunque, del campo ristretto, cerchi di ragionare. Allargando la sguardo.

Mi onoro di appartenere al campo ristretto di coloro che cercano di capire. Ragionando. Nonostante gli appartenenti al campo largo sostengano che non c’è niente da capire perché “più chiaro di così non si può”. Quindi respingo preventivamente e categoricamente qualsiasi tentativo di neutralizzare il bisogno di capire. Ragionando.  Bisogno profondo. Almeno per noi del campo ristretto. L’unico, forse che potrebbe portarci da qualche parte che non sia la Grande Catastrofe Finale. 

Ma non basta. Ci sono altre possibili fonti di equivoco. Spiacevole. Non solo. Soprattutto paralizzante. Il che in una situazione come quella nella quale ci troviamo ci porta dritti dritti nel baratro. 

Tentando di ragionare sulle cause profonde e remote del terribile presente -ma anche passato- stato di cose, è praticamente certo sentirsi accusare, oggi come oggi, di “complottismo”. Nel senso che dal campo largo dell’ottusità viene praticata quella “argomentazione” secondo la quale chiunque cerchi di scavare dentro e dietro gli avvenimenti come si presentano, per cercare di com-prenderne le dinamiche interne, non espressamente evidenti alla superficie dei medesimi, sarebbe un “complottista”. Affetto per giunta da “dietrologia”. E, come se non bastasse, da “ben’altrismo”. E, persino, di nénéismo! Per non parlare del nuovo di zecca "complessismo". Per finire, si spera, con l'ormai inflazionato "negazionismo".

Respingo preventivamente, nella maniera più ferma e categorica tali “argomentazioni”. Anche se mi rendo conto che il campo dell’ottusità si estende ad una costellazione di posizioni  becere, di  banale “crticismo acritico”, che trovo estremamente fastidioso. Ormai bollate -giustamente -come “terrapiattismo”. Campo al quale mi onoro di non appartenere.

Che se ne rendano conto oppure no, tutti coloro i quali accusano chi tenta di ragionare, di “pro-putinismo”, o di “complottismo”,  o di “dietrologismo” oppure di “ben’altrismo” fanno una operazione profondamente disonesta sul piano intellettuale. Ma questo sarebbe il meno. Il fatto è che dietro le loro ottuse sicurezze nascondono, tra le righe, un terrificante -non detto-

Ovvero.

Questo mondo va benissimo così come è. E noi siamo dalla parte giusta. Quella della Libertà, della Democrazia, dello Stato di Diritto, nonché dei Diritti Umani. E, dulcis in fundo, di uno Smisurato Benessere. Economico e non solo. Chi non è con noi è contro di noi. Ci mancherebbe che non ci armassimo per difendere questo immenso, indiscutibile, sacro Patrimonio Storico. E, se del caso, perché no?, contrattaccare. A scopo di difesa preventiva. Naturalmente.


(continua)

giovedì 17 marzo 2022

Pazzi, cerini e.....polveriere

 


Hei ragazzi dove diavolo vi siete rintanati? Dall’ultimo “post” sono passati praticamente due -dicesi due- anni!!! Nel frattempo alla tragedia pandemica si è sovrapposta quella bellica. Possibile che in tutto questo tempo non abbiate avuto qualche ideuzza che valesse la pena di essere espressa su quello strano blog che porta, chissà perché, il mio (dis)onorato nome? Fatemi capire. 

Con i più sentiti ringraziamenti sempre vostro R.E.



Hum.........hem.......veramente.......come dire......Cavoli hai ragione! Due anni!! Ci sarebbe da vergognarsi. Il fatto è che dopo aver detto tutto il dicibile, ed anche un po’ di indicibile, senza apprezzabili risultati, forse ci siamo..........come dire..........annichiliti un tantino. In più abbiamo, a differenza di te, una sorta di connaturata tendenza all’in-azione. Preferendo di gran lunga la riflessione meditativa e la contemplazione del contemplabile. Così messi, in effetti ci siamo un pochino ritirati dal mondo. Per così dire. 

Ma non divaghiamo. La tua sana strigliata giunge opportuna in un momento come questo nel quale non ci facciamo mancare nulla in fatto di tragedie. Da quella pandemica a quella bellica passando per quella   climatica, quella ambientale, quella economica, quella sociale, quella culturale, quella morale e valoriale, quella migratoria..............Insomma sembra proprio che noi, dopo alcuni millenni di cosiddetta “civiltà” “umana”, si sia sull’orlo del G.T.G.F.(Grande Tragedia Globale Finale). Ampiamente prevedibile. Al punto che possiamo tranquillamente mettere entrambe le parole -civiltà- e -umana- tra le rispettive e separate virgolette.

Se vai a rileggerti, meglio studiare, alcuni attualissimi “post chiave” che, insieme a te, abbiamo pubblicato, dalla nascita del blog nel lontano 2013, forse potresti riuscire, prima a capire e poi a  comprendere che cosa sta succedendo e perché.

E qui torniamo a noi. Vale a dire ai Pazzi, i cerini e le.....polveriere.

Non siamo in grado di produrre, vuoi per mancanza di preparazione, vuoi per pura e semplice ignoranza, dotte analisi geo-politiche. Tanto sottili ed argute quanto irrilevanti. Come d’ abitudine cerchiamo di cogliere l’essenziale alla portata di chiunque. Che però sembra proprio non si  voglia cogliere. Dai più.  Mentre anneghiamo nell’informazione.

Guarda per esempio questa orribile storia bellica.

Una infinità di addetti ai lavori, o comunque persone di levatura, sostengono che “più chiaro di così non si può”. C’è un aggressore ed un aggredito. Punto. Dobbiamo fare di tutto per aiutare  l’aggredito a difendersi dall’aggressore. Punto. Tutto semplicemente qui. Punto.  C’è assolutamente nulla da discutere. Punto. E noi siamo dalla parte giusta. Punto. Emblematico il caso, solo uno degli innumerevoli, del Sig. Piero Fassino. Prima PCI poi PDS poi DS ed infine semplicemente PD. 

Noi sosteniamo essere tale “argomentazione”,  né più e né meno di una comoda scappatoia mentale. Che il novello “Zar”, da autentico squilibrato, ha, incautamente e stupidamente, offerto a tutto il “ricompattato” -per quanto?- Mondo Occidentale, benestante e “democratico”. Mondo Occidentale che può così salvare, in extremis, la faccia. E la coscienza. Non troppo pulita.

Per quanto moltissime persone, anche di notevole “levatura”, sostengano, non si capisce come possibile, una tesi così banale, così semplicistica e di così evidente comodo, nonché così foriera di guai ancora più grossi, le cose, in realtà, non stanno affatto così. O solo così

E qui veniamo definitivamente ai pazzi, i cerini e le polveriere.

Sarebbe come dire, ed ancora oggi molti lo sostengono dimostrando semplicemente di non conoscere la Storia, che la Seconda Guerra Mondiale è stata scatenata da un pazzo di nome Adolf Hitler che il primo giorno di settembre del 1939, senza alcuna dichiarazione formale di guerra, ha invaso militarmente la Polonia. Punto.

Oppure che la Prima Guerra Mondiale fu scatenata da un pazzo di nome Gavrilo Princip, studente bosniaco, membro di una organizzazione irredentista con base operativa in Serbia che, con diversi colpi di pistola  assassina, a Sarajevo,  l’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando e la moglie, in un giorno di giugno del 1914. Punto

Oppure ancora che la terza, dietro l’angolo, magari -perché no?- nucleare, verrà scatenata da un pazzo di nome Vladimir Putin che ha invaso, sempre senza dichiarazione formale di guerra, nel febbraio 2022 lo stato sovrano e democratico di Ucraina. Punto.

Che ci siano in giro, occupando posizioni di enorme potere, parecchi squilibrati, più o meno megalomani, inclini alla mitomania e/o ai deliri di onnipotenza è fuori di dubbio. E che tali squilibrati amino, imprudentemente, giocare con i cerini accesi altrettanto.

Ma proviamo un pochino a riflettere. 

In un mondo immaginario, nel quale l’opera tipicamente “umana”, non avesse finito per creare, con millenni di cosiddetta “Civiltà”, una immane, gigantesca, maleodorante, opprimente, plumbea, soffocante POLVERIERA, pronta ad esplodere da un momento all’altro, che cosa potrebbero mai combinare degli squilibrati megalomani e/o mitomani affetti da delirio di onnipotenza che amano giocare con i cerini accessi?

Niente.

Al massimo un breve sfrigolio accompagnato da esile filo di fumo mentre si spegne. E forse nemmeno quello.

Potremmo addirittura spingerci a sostenere che in un siffatto mondo immaginario, i pazzi mitomegalomani affetti da delirio di onnipotenza non esisterebbero proprio. Ma qui il discorso si fa davvero ampio ed impegnativo. Quindi preferiamo rimandare ad altra occasione.

Allora il vero problema, sul quale naturalmente preferiamo glissare, è LA POLVERIERA.

“Avete proposte concrete?” L’arguta, immancabile osservazione del simpatico difensore d’ufficio del presente stato di cose, specializzato nell’uso capovolto dell’intelligenza umana, della quale anche lui è ampiamente fornito.

Ebbene si. L’abbiamo. Ma non è concreta. E’ concretissima. Nel caso in cui volessimo avere un futuro. Smettendola di agitarci a vuoto e di banalizzare tutto. Storia compresa.


                                               ALLARGARE LO SGUARDO


Ci sono almeno tre domande alle quali sarebbe necessario incominciare a rispondere.

Prima domanda.

Come mai e perché alcuni millenni di Civiltà Umana hanno prodotto un mondo che è una immane, gigantesca, maleodorante, opprimente, plumbea, soffocante POLVERIERA, pronta ad esplodere da un momento all’altro. Invece che, come ci si sarebbe dovuti aspettare, un meraviglioso ed ospitale giardino?

Seconda domanda.

Perché e come mai  in questo mondo, dopo aver costruito la Gigantesca Polveriera, con millenni di  fatiche, di sofferenze e di “Civiltà” costellata da “piccole” guerre “minori”, gli umani spesso e volentieri affidano le proprie sorti, seguendo procedure rigorosamente “democratiche”, a degli squilibrati mito megalomani, affetti da delirio di onnipotenza, cui piace moltissimo giocare con i cerini accesi. Dentro le polveriere.

Terza domanda

Di chi sono, e di quale tipo, le responsabilità di questo davvero pazzesco stato di cose? Solo dei pazzi cui piace giocare con i cerini accesi?

Bene.

Siamo del parere che su tutto questo, e su molto altro, dovremmo una buona volta cercare di cominciare a riflettere. Usando l’intelligenza per fare chiarezza e non buio. Spacciato per chiarezza. Altro che: “più chiaro di così non si può!” 

Che ne dice signor Fassino? E che ne dici tu, carissimo e per sempre nostro, Romantico Eroe? E che ne dite tutti voi, nostri affezionatissimi, ma silenti lettori?

Verbania12 marzo 2022


Per il Gruppo di Ultima Resistenza Umana

Bruno Brunello Gagliardi 



                            

 


MAPPA TEMATICA

 

Guida alla consultazione del blog
“I pensieri i Zorro”









Pensiamo di fare cosa gradita ai nostri affezionati ed attenti lettori passati, presenti e soprattutto futuri, con la pubblicazione di questo comunicato redazionale.

Si tratta di un indice ragionato dei post finora pubblicati che ne evidenzia sinteticamente i contenuti, le relazioni ed i rimandi. Con qualche considerazione preliminare sulle motivazioni che ci hanno spinto all’”impresa”, sulla “filosofia” che la anima e, per concludere, qualche progetto per il futuro. Redazionale e non.
Buona lettura. 



Nota tecnica.
I  post in evidenza all’apertura del blog sono soltanto gli ultimi cinque pubblicati.
Per trovare quelli più vecchi utilizzare questa Mappa Tematica.  
I titoli sono in grassetto. Accanto al titolo la magica manina su (vedi) rinvierà al corrispondente post. o articolo.

Chi desidera ricevere l’avviso di pubblicazione di un nuovo post ci segnali il proprio indirizzo di posta elettronica unitamente a quelli di amici e parenti interessati. pensieridizorro@gmail.com



I nostri attenti lettori si saranno sicuramente accorti da tempo del filo rosso che, serpeggiando tre le righe, collega in un unico ragionamento, tutti i post che abbiamo pubblicato a partire dall’ormai “lontanissimo” mese di agosto del 2013.
Ma fino al febbraio dello scorso 2015 l’intreccio era semplicemente implicito.
 

Con il post “Fare soldi e...agire razionalmente” del 27 febbraio 2015 (vedi) esso è stato esplicitato. Questo post chiave -per così dire- rappresenta da un lato una sorta di “summa” di tutto quanto lo precede e, dall’altro, vuole essere una piattaforma problematica dalla quale ripartire in avanti e in positivo. Insomma una sorta di snodo tra analisi critica dello stato di cose presente e futuribili ipotesi di lavoro creativo.

Il nostro intento fin dall’inizio è stato, e continuerà ad essere, quello di contribuire a delineare un pensiero diverso da porre alla base del cambiamento epocale globale che si imporrà sempre di più con il passare del tempo.
Nella convinzione profonda che:
1.
questo stato di cose vada cambiato radicalmente
e
2.
che per cambiarlo la prima e più importante cosa da fare sarà che ciascuno di noi cominci a pensarla....diversamente
Ci siamo definiti infatti “Gruppo di Resistenza Umana”. Che si esprime esclusivamente con il blog “I pensieri di Zorro” la cui ragione sociale, non casualmente, suona così: 

“Periodico on line di riflessione critica sullo stato delle cose in questo mondo e conseguenti proposte dell’altro mondo”.

Altro mondo nel duplice significato di mondo "altro", quindi ben diverso da questo. Ma anche di proposte che possono sembrare, solo sembrare sia ben chiaro, proposte che stanno....... né in cielo né in terra. 

Ci rimettiamo alla Storia, tutt’altro che finita, per l’ardua sentenza.







Fare soldi e....agire razionalmente pubblicato in data 27 febbraio 2015 (vedi)
Riassumiamo qui in poche righe il contenuto.



Il meccanismo oggettivo della Libera Economia di Mercato trasforma quelli che dovrebbero essere strumenti (economia, denaro, scienza, tecnica, conoscenza, cultura) in scopi della attività umana.
E quello che doveva essere lo scopo (eco-nomia ovvero cura della casa) in strumento per far “girare l’economia”.
Ciò è irrazionale.
Il capovolgimento di senso sul quale si fonda, in questa “logica”, l’agire umano determina inevitabilmente una infinita catena di controsensi, di non sensi e di assurdità. Sistemici.
L’infinita catena di controsensi, di non sensi e di assurdità. determina lo spaventoso garbuglio di irrisolvibili problemi nel quale siamo sempre di più ingarbugliati.
La conclusione che possiamo (potremmo) trarre è la seguente: in un sistema economico e sociale che pone di fatto a fondamento dell’agire umano la imprescindibile necessità del tornaconto monetario di chi agisce, agire in modo veramente razionalmente diventa puramente e semplicemente.....impossibile.
Due secoli di fatti storici hanno ampiamente dimostrato il fallimento della "utopia" liberista, secondo la quale il Sistema di Mercato avrebbe dovuto coniugare in modo armonioso ed in un contesto di libera iniziativa privata individuale, l’interesse del singolo con quello della società.



 Il post ha suscitato, anche su nostra sollecitazione mirata, una serie di interessanti commenti alcuni dei quali già pubblicati e altri che pubblicheremo. Essi ci danno l’opportunità di arricchire e approfondire l’analisi.
Si vedano a questo proposito:

“razionalità" "economica” ed ......Eco-Nomia Razionale pubblicato in data 18/04/2015 (vedi)
nel quale vengono riportati i commenti di Anonimo sull’importanza del fattore soggettivo “uomo” (tema che riprenderemo approfondendolo) e del Sig. Renato Brignone sulla mancanza di etica. Causa od effetto?

Tasto, tastiera, musica o........strumento? pubblicato in data 4/05/2015 (vedi)
con il commento molto lungo ma estremamente interessante del Prof. Ottolini al quale rispondiamo con una serie di nostre “contro” considerazioni relative al nodo epocale da sciogliere.

Sistema Storico? Precisazioni  pubblicato il 3 settembre 2015 (vedi)
nel quale si cerca di chiarire ad un lettore che si firma Avvocato del Diavolo perché adoperiamo questo termine e con quale significato.

Uomo & Sistema pubblicato il 18 luglio 2015 (vedi)
nel quale riprendendo le osservazioni di due lettori cerchiamo di “stabilire” se sono gli uomini a creare i Sistemi.......o viceversa.



Sulla infinita catena di controsensi, di non sensi e di assurdità che. determina lo spaventoso garbuglio di irrisolvibili problemi nel quale siamo sempre di più ingarbugliati si vedano:

Manca lavoro??
in ben sette puntate.
La prima ha inaugurato le pubblicazioni nell’agosto del 2013.(vedi)
Tutte le sette puntate sono ora accorpate in un’unico post  I ragionamenti che in esso vengono sviluppati ruotano intorno alla assurda contraddizione, in questo mondo alla rovescia, tra la cosiddetta mancanza di “lavoro” da una parte, l’enorma quantità di cose buone belle ed utili che si potrebbero fare e che richiederebbero molto lavoro -ma di un altro genere- dall’altra.
Nelle ultime tre puntate (5-6-7) viene approfondito e dettagliato, a titolo esemplificativo, uno dei tanti progetti locali possibili, accennati nella prima puntata. Progetto che abbiamo chiamato “Acquacoltura Estensiva Lago Maggiore”.
Un approfondimento, grazie ai commenti di alcuni lettori, sul meccanismo da noi ipotizzato dgli investimenti in natura anziché in denaro che risolverebbero l’annosa questione della mancanza di soldi per progetti pubblici e che si tradurrebbe, per le imprese fornitrici di attrezzature, in quella che abbiamo chiamato “fiscalità in natura”, viene compiuto nel post:

Postappost un post apposta dedicato alla posta. Interazione con i lettori.
pubblicato il 26/07/2014 (vedi)




Altri post nei quali viene evidenziato il non senso generato dai meccanismi “economici” e “politici” del Sistema Storico nel quale viviamo sono:

1. Valorizzare?
pubblicato il 14/08/ 2014 (vedi)
nel quale si racconta come un certo tipo di “valorizzazione” tra virgolette ha semidistrutto il magico fascino di una splendida baia di una splendida isola italiana e in che cosa potrebbe consistere una vera valorizzazione del bene comune paesaggio pur restando, per il momento, in economia di mercato.

2. Libera economia e....libertà.
pubblicato  il 1/02/2015 (vedi)
nel quale si racconta il dramma interiore di un uomo qualsiasi che pur aspirando, giustamente, ad un lavoro creativo e di soddisfazione deve necessariamente accontentarsi di un qualsiasi, alienante “posto” di lavoro. E di come, nonostante questo, debba ritenersi un “privilegiato”.

3. Soldi da spendere
pubblicato il 13/02/2014 (vedi)
nel quale si analizzano le logiche capovolte del mondo “politico” tra virgolette nelle quali gli stanziamenti pubblici determinano improvvisati e strumentali “progetti”. Quando una vera azione politica dovrebbe procedere in senso esattamente inverso. Avere veri progetti, prima, e ricercare fonti di finanziamento poi.



Di contraddizioni, controsensi e non-sensi è ricchissima -e come poteva essere altrimenti?- la nostra realtà verbanese o comunque locale. Abbiamo pubblicato:

I porti galleggianti prima o poi....affondano
in data 12/11/2013 (vedi)
sulle cause “umane”, più che naturali, dello spaventoso disastro occorso al porto turistico di Villa Taranto nel novembre del 2013. Ma, nonostante la “lezione” pare che la sfera “politica”   intenda..... perseverare. Tutto “regolare”.

Turismo nautico e porti turistici
pubblicato il 28/02/2014 (vedi)
dove si sostiene che, se proprio si vuole sviluppare il turismo nautico sul lago Maggiore, forse sarebbe necessario qualcosa di diverso dai classici porti turistici......”galleggianti”.

Rotture
pubblicato il 14/01/2014 (vedi)
in occasione della “rottura” tra Carlo Bava ed il Partito Democratico (o viceversa?) nella imminenza della ultima consultazione elettorale locale. Dove si cerca di stigmatizzare quella che a noi sembra una perniciosa abitudine “politica”. Vale a dire rompiamo subito sulle questioni di metodo. I contenuti programmatici li vediamo......dopo. Aver....rotto.

CEM Arroyo 2
ovvero l’insostenibile pesantezza dell’apparire.
Pubblicato il 12/12/2014. (vedi)
Dove, a partire da una analisi puramente visivo-formale del costruendo -allora- manufatto accanto a Villa Maioni, si tentano alcune ipotesi sul sovradimensionamento del progetto e sulla sua voglia di apparire quello che, forse, non può.....essere.

Sempre sulla “immensa rogna” del Centro Eventi multifunzionale si vedano i seguenti successivi post:

CEM.........c’è!
pubblicato il 31 luglio 2015 (vedi)

e

Ancora CEM. L’intervento del Sergente Garcia
pubblicato il 4 gennaio 2016 (vedi)



Un DEA? due DEA? Verbania? Domodossola?
Pubblicato il 7/12/2014 (vedi)
Dove si evidenzia l’inestricabile ginepraio nel quale finisce sistematicamente per cacciarsi la “razionalità economica” nonchè la “illogiica” politichese di fronte alle contraddizioni sistemiche rispetto alle quali pare che non ci sia via di scampo. Anche quando le soluzioni davvero razionali ci sarebbero ma, chissà perchè, non vengono prese in considerazione dagli addetti ai lavori. Ai quali poniamo, nel post, una serie di pertinenti domande. Tuttora senza risposta. Tutto “regolare”.
Sul medesimo tema si veda anche l’interessante intervento del Sergente Garcia riportato nel medesimo post, che indica con estrema chiarezza la possibile soluzione del problema. Nonchè una scheda informativa della Regione Emilia-Romagna su che cosa sono e che funzione hanno i Centri di Cura Primaria.

Sergente Garcia è lo pseudonimo, in tema, che un nostro fedele lettore, del quale non conosciamo l’identità, ha scelto per comunicare con Zorro ed i suoi pensieri.
Il suo primo intervento, sulle tematiche  macroeconomiche è riportato nel post:
 

Incredibile! Si è fatto vivo il Sergente Garcia!
Pubblicato il 18/04/2014 (vedi)



Ancora una riflessione sulla mancanza di lavoro che prende spunto dalla Assemblea tenutasi a Villa Olimpia nella serata del 17 febbraio del 2014 alla quale ha partecipato il noto giornalista-scrittore di origini verbanesi Walter Passerini è contenuta nel post:
 

Creare lavoro o.......posti di lavoro?
Pubblicato il 19/02/2014 (vedi)
Post nel quale si riprende la differenza concettuale e pratica tra lavoro e “posto” di lavoro già “teorizzata” nella serie “Manca lavoro??” applicandola al caso pratico verbanese. E dove si contesta la validità, oggi, in specie in una realtà come la nostra, della classica, fuorviante -a nostro parere- equazione Impresa uguale Lavoro.



In quello che potremmo chiamare il filone dei vissuti personali con conseguenti riflessioni critiche a carattere socio-culturale,  raggruppiamo questi post:

1.
“Auto-mobile è potente e grintoso”

pubblicato il 25/11/2014. (vedi)
nel quale un nostro lettore che si firma “cicloviaggiatore solitario” ci racconta un singolare ed istruttivo episodio occorsogli durante la discesa in bicicletta da un passo alpino svizzero. Episodio che conferma la tesi della non neutralità della tecnica e degli inconvenienti che possono scaturire non avendone piena coscienza. In particolare quando con le “logiche umane” vengono ad interferire quelle.....bovine.

2.
“La tecnologia migliora e semplifica la vita dell’uomo?”

pubblicato il 12/10/2014 (vedi)
nel quale un altro nostro lettore che si firma “navigatore solitario” (che sia lo stesso del post precedente?) ci racconta una disavventura “marinara” che confermerebbe la tesi  della tecnologia quale arma a doppio taglio. Quindi da usare con cautela. Con un richiamo, nel finale, alla imprescindibile necessità di sapersi esprimere, nel mondo di oggi, usando la lingua dei colonizzatori del medesimo.

3.
“Un dischetto di metallo”

ovvero fantasie spinte dell’uomo qualunque in un qualunque libero super-mercato.
Pubblicato il 25 ottobre 2014.(vedi)
In questo post che ci è pervenuto non firmato, un fantasioso lettore ci fa vedere con occhi un poco diversi quella -quasi- quotidiana operazione che consiste nel fare la “spesa”. Addirittura viene illustrata, tra le righe e con parole semplici, la sostanziale differenza tra valore d’uso, valore di scambio e denaro. Per immaginare poi le conseguenze drammatiche di comportamenti eterodossi in regime  economico di super-mercato, nonché futuribili, allettanti scenari di libertà dalla “razionalità economica”.




In occasione della ascesa al potere per via “politica” del Turbine-Mediatico-Matteo-Renzi, non siamo riusciti a reprimere la tentazione di formulare qualche parere. Al di là delle considerazioni sull’episodio “Renzi”, l’occasione ha dato lo spunto per una serie di riflessioni. 

Dalla catastrofe imprenditoriale italiana consumatasi a partire dal 2000, e tuttora in atto, ai grandi “motori” dello “sviluppo” negli anni 50-80 presto inceppati sul finire del secolo; dalla “Crescita” quale causa prima e remota delle Crisi, alla necessità di un nuovo e diverso modello di “crescita” basato sulla qualità piuttosto che sulle quantità; dalla insanabile contraddizione tra necessità di politiche espansive (sostenere i consumi) e politiche recessive (contenimento del debito pubblico), agli assiomi falsi e indiscutibili che ogni giorno ci confondono le idee, ai tabù intorno a ciò che non si può e non si deve dire e al perché di questo fenomeno di rimozione collettiva. E altro. 

Il tutto è contenuto nel post:
Il novello Primo Ministro tirerà fuori l’Italia dalla palude o.....si impaluderà pure lui?
pubblicato il 10/03/2014. (vedi)

Sempre sulla questione della rimozione collettiva dell’essenziale si veda anche il post
Discutibili dogmi....indiscussi
pubblicato il 6/5/2014 (vedi)


Ancora sull’insanabile conflitto tra la “razionalità economica” (fare soldi) e le leggi che governano il mondo naturale e che, per poterci dire veramente razionali, dovrebbero governare anche quello creato dall’uomo si vedano questi post:
1.
La Fisica e...il fare soldi

pubblicato il 18/06/2014  (vedi)
2.
La Tecnica e...il fare soldi

pubblicato il 15/07/2014 (vedi)
3.
Avere di che vivere o.........vivere per avere?

pubblicato il 5/02/2014 (vedi)


Il Sergente Garcia ha innescato una discussione a tre (il Sergente medesimo, Zorro e noi di Resistenza Umana) riportato sotto il titolo:
Dall’Utopia di Moro al luddismo di Ludd passando per l’origine psicosomatica delle depressioni personali ed....economiche
pubblicato il 22/8/2014  (vedi)




Sotto il titolo:
Civiltà Rurale Montana
un modello eco-nomico per il futuro
abbiamo pubblicato in data 3 giugno 2015  (vedi) l’interessantissima analisi di Antonio Biganzoli sul bene comune Paesaggio che comprende una illuminante ricostruzione storica locale, nella quale si descrive il “progresso” dalla Civiltà Rurale Montana ai “fasti” dello “sviluppo” con contorno di urbanizzazione selvaggia che ha fatto seguito alla seconda guerra mondiale.

Questa analisi viene ripresa ed applicata ad una recente riesumazione del  fenomeno “conurbativo”  che qualcuno propone quale possibile motore di sviluppo economico per la nostra zona, nel post intitolato:
Di conurbazione vivremo o.........moriremo?
Risposta al Prof. Zanotti

pubblicato a fine maggio 2015 (vedi)



L’analisi “teorica” condotta nel post “Fare soldi e......agire razionalmente” del 27 febbraio 2015 (vedi) e che abbiamo riassunto all’inizio di questa mappa tematica, ha trovato la propria naturale applicazione pratica in quello che ci sembra di poter chiamare un vero e proprio trittico:

Parole e....fatti
La “politica” è credibile?
pubblicato il 17 settembre 2015 (vedi)
nel quale si “dimostra” che non lo è, adducendo una serie di concretissime “prove” attinte nella nostra realtà locale

Che fare?
Lettera aperta a cittadini, raggruppamenti, associazioni, organizzazioni, addetti ai lavori di ogni settore e......”politici” professionisti.
pubblicato il 24 ottobre 2015 (vedi)
vero e proprio embrione progettuale per una società -locale e non- alternativa a quella esistente.

Il terrorismo, la Storia e.......il conto
pubblicato il 24 novembre 2015 (vedi)
nel quale si sostiene che allo spaventoso garbuglio di tragici problemi che ci circonda da ogni lato non c’è “soluzione” possibile.......se non quella di immaginare prima, e costruire poi, un mondo radicalmente diverso da quello esistente


Il “trittico” di cui sopra rappresenta, a nostro parere, il punto di approdo concreto di tutti i ragionamenti che abbiamo cercato di impostare in questi anni di vita redazionale.




Per ultimo, causa la valenza di sguardo complessivo di tipo storico sulla crisi epocale del Sistema nel quale viviamo, segnaliamo il post:
 

La storia può insegnarci qualcosa?
pubblicato il 30/06/2014 (vedi)
nel quale a partire da due ampie, rivelatrici citazioni dal testo di Storia Contemporanea scritto da Peppino Ortoleva e Marco Revelli (Mondadori), la prima relativa alla Grande Depressione ventennale di fine ottocento e la seconda relativa alla Grande Crisi iniziatasi nel 1929, si tentano una serie di ipotesi sulle vere cause e sulle modalità dei ricorrenti blocchi della crescita nelle quali il capitalismo regolarmente si impantana. Crisi che fanno sempre seguito a periodi di grandi euforie sviluppiste e per risolvere le quali sono regolarmente necessarie immani catastrofi distruttive su scala planetaria. Una presa di conoscenza  -e coscienza-  storica potrebbe, forse, evitare il ripetersi di esiti di questo tipo.



Bene. Fin qui quanto pubblicato a tutto il mese di gennaio dell’anno 2016.
Ed ora uno sguardo al futuro.

In poco più di due anni abbiamo totalizzato circa 5300 accessi al Blog. Non tantissimi. Ma nemmeno pochissimi se consideriamo la scala prettamente locale che abbiamo mantenuto finora. Non tanto nei contenuti quanto nel pubblico di lettori. Visto che le problematiche trattate nel blog rivestono valenze che vanno ben al di là della dimensione locale non ci dispiacerebbe raggiungere un pubblico più vasto. Anche non “locale”. Come fare? I nostri affezionati ed attenti lettori hanno qualcosa da suggerirci?


Per quanto riguarda invece i contenuti, come abbiamo detto, il post “Fare soldi e.....agire razionalmente” segna un punto di svolta dal quale possono prendere avvio molte strade. La principale e più urgente delle quali ci sembra quella di immaginare prima, per progettare poi ed infine realizzare, un sistema sociale ed economico diverso da quello attuale. Che si fondi, non più sull’assurdo, irrazionale principio della crescita “economica” infinita finalizzata al profitto di chi produce, ma su quello razionale e completamente diverso della finalizzazione di ogni agire alla Eco-Nomia, o cura della casa, per la realizzazione di un mondo finalmente umano.


Ma immaginare, progettare, realizzare un mondo diverso da questo è possibile solo partendo dal concretissimo tema “Quale tipo di vita vogliamo vivere in questa vita e su questo pianeta? Oggi e qui?”. Tema da affrontare in collettivo e nei più minuti, concreti dettagli quotidiani.. Insomma dovremo elaborare insieme un progetto di vita al contempo individuale e sociale. Locale e, contemporaneamente, complessivo. Sostanziato da una infinità di progetti particolareggiati su ogni aspetto del vivere. Un ri-capovolgimento di senso per rimettere mezzi e fini al loro giusto posto. 
Il post “Che fare?” del 24 ottobre 2015 (vedi) vuole essere un primo passo in questa direzione.



Gruppo di Resistenza Umana di Verbania



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In più di un anno abbiamo pubblicato soltanto sei post. Praticamente  meno di uno ogni due mesi. Considerata la girandola bulimica che quotidianamente ci sommerge, abbiamo deciso di non “infierire” più di tanto sui nostri attenti lettori. Per la verità c’è stato anche un lieve calo di tensione creativa da parte nostra dovuto ad una serie di ragioni sulle quali stiamo cercando di indagare.

I sei post pubblicati tra il gennaio 2016 ed il maggio 2017 sono i seguenti:

Il Maggiore c’è.....m.....m
(27 dicembre 2016) (vedi)
Ribattezzato, sotto l’intelligente slogan coniato dalla Amministrazione Marchionnini: “CEM: da problema a risorsa”  è finalmente entrata in funzione la discussa “opera”. Questo ci ha permesso .-finalmente- di accedere come spettatori all’interno della spazio teatrale. Nel post vengono espresse alcune considerazioni che confermano pienamente le “perplessità” già evidenziate nei precedenti post: CEM Arroyo 2 ovvero l’insostenibile pesantezza dell’apparire, pubblicato il 12/12/2014  (vedi) CEM.........c’è! pubblicato il 31 luglio 2015 (vedi) Ancora CEM. L’intervento del Sergente Garcia (vedi)
pubblicato il 4 gennaio 2016.



Il bel libro di Silvano Agosti “Lettere dalla Kirghisia” nel quale l’autore descrive un misterioso Paese, conosciuto per caso, nel quale regna sovrano il buon senso con conseguenti, infinite ricadute positive nella vita quotidiana delle persone, dimostrando così che un altro mondo è -sarebbe- più che possibile, ha dato lo spunto per una serie di post:

Kirghisia 1
pubblicato il 26 febbraio 2016 (vedi)

Kirghisia 2
pubblicato il 19 settembre 2016 (vedi)

Commento a Kirghisia
pubblicato il 10 ottobre 2016 (vedi)

Silvano Agosti, scrittore e regista, ci scrive........
pubblicato il 15 ottobre 2016  (vedi)


Sempre nel quadro di un proficuo interlocutorio è da segnalare il post:

Michele Serra risponde a Zorro
pubblicato il 21 ottobre 2016  (vedi)

Buona lettura

Gruppo di Resistenza Umana di Verbania




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Scorrendo le date abbiamo scoperto, con costernazione, che in ben due anni, dal mese di giugno del 2017 ad oggi abbiamo pubblicato soltanto 4 articoli! 
Non vogliamo assillare i nostri lettori, che comunque a quanto dice la statistica, continuano ad accedere al blog. Va bene, Ma insomma!

Cerchiamo di giustificarci auto criticandoci. 
Rispetto per la tranquillità dei lettori già sufficientemente stressati dalla frenetica vita moderna? Può essere. Ma sa di scusa infantile. Bassissima produttività? Certamente. Poca voglia di lavorare? Certissimamente! Se c'è una cosa che abbiamo in odio è la mitizzazione della Produttività come Valore Assoluto & Indiscutibile. 

Ma è tutto qui? No forse c'è dell'altro. Il fatto probabilmente è che dopo aver detto tutto quello che abbiamo detto a partire dal lontano esordio non sappiamo più bene..........che cosa dire! Nella presuntuosa convinzione di aver detto tutto il ........dicibile.  E consci altresì del fatto che per l'indicibile non siamo ancora del tutto pronti... .siamo andati in stand bay. Di qui il silenzio meditativo di questi ultimi tempi. Ma anche un certa  passività, forse imputabile alla mancanza di quell' accanito, rude contradditorio che speravamo di suscitare. Va be' non disperiamo..............


Questi i quattro post pubblicati nel frattempo

Commiato?.....Forse no
pubblicato il 9 giugno 2017 (vedi)
Nel quale esterniamo il calo di tensione cercando di ipotizzarne le cause.


Eloquenti silenzi
pubblicato il 7 luglio 2017  (vedi)
Sulla non-risposta di Sinistra Italiana ad una nostra pertinente "interrogazione". 


Le vere ragioni 
pubblicato in ben quattro puntate a cavallo tra la fine del 2017 e gli inizi del 2018 (vedi)
nel quale abbiamo cercato di svelare alcuni Perché sui quali vige la ferrea regola del "non si può e non si deve dire". 

Alto tradimento o furbata leghista? 
pubblicato il 29 maggio 2019 (vedi) quando eravamo in piena confusione riguardo alla formazione del Nuovo Governo. Partendo dalla cronaca "politica" ci lanciavamo, tanto per cambiare, in considerazioni strutturali di carattere Generale nonché Sistemico.


Buona lettura

Gruppo di Ultima Resistenza Umana 

Verbania


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E veniamo a tempi più recenti


In data 13 giugno 2019 (vedi) abbiamo pubblicato "Il punto" nel quale facciamo una breve cronistoria del blog cercando di motivare la nostra "voglia di anonimato".


Ai giustificati sconforti del nostro Romantico Eroe, nonché allo stato confusionario nel quale afferma di trovarsi di questi  confusi tempi cerchiamo di dare risposta con il post "Capirci qualcosa" pubblicato il 21 novembre del 2019 (vedi), nel quale si rimanda l'Eroe ad una serie di altri post, precedentemente pubblicati, che potrebbero aiutarlo a diradare la nebbia.


Con i due post "Garcia ha battuto un colpo!" del 9 marzo 2020 (vedi)  e "Sveglia ragazzi!" del 27 marzo 2020 (vedi) , grazie alla salutare strigliata del nostro Eroe, dopo un periodo di "sonnolenza", ci rimettiamo in pista riprendendo la annosa, mai risolta, questione della Sanità Locale, con qualche considerazione di fondo sul Pandemonio pandemico ormai abbondantemente in atto.


Una vera e propria raffica di post tra il mese di aprile ed il mese di maggio 2020 ci è stata imposta dagli eventi pandemici, durante i quali velate insinuazioni di negazionismo ci sono state ingiustamente attribuite. Per chi desiderasse documentarsi questi sono gli articoli:

"Negazionisti??" 3 aprile 2020 (vedi)

"Apparato....respiratorio" 11 aprile 2020 (vedi)

"Plancia di.....comando" 18 aprile 2020 (vedi)

"Il tempo è...galantuomo" 8 maggio 2020 (vedi)

Quest'ultimo articolo si chiude con questo passaggio: 

"Morale provvisoria. Potrebbe essere questa. Forse sarebbe opportuno incominciare a ragionare sul PERCHE’. Da che mondo è mondo PREVENIRE dovrebbe essere meglio che non riuscire a curare. Dopotutto SALUTE è -dovrebbe essere- altra cosa dal tentar soltanto di arginare malattie. "Sui  futuribili  scenari  che si dischiudono dinnanzi a noi  ci soffermeremo nelle prossime puntate. A partire da un tentativo di capire PERCHE’.  Appunto."

Ottimi propositi ai quali ha fatto seguito, purtroppo, un nuovo periodo di "sonnolenza". Da virus.


Abbiamo due segnalazioni nei post

"Segnalazione" del 1 ottobre 2020 (vedi)  Edgar Morin "CAMBIAMO STRADA" Le 15 lezioni del Coronavirus  Raffaello Cortina Editore

e

"Recovery Plan" Due o tre cose che tutti dovrebbero sapere, del 27 aprile 2021 (vedi)Interessante articolo di Antonio Bonaldi del 21 febbraio 2021 (vedi) segnalatoci dall'amico Paolo De Piccoli.


E arriviamo così all'ultimo post  del 18 marzo c.a. "Pazzi, cerini e......polveriere" (vedi) nel quale sulla tragica vicenda bellica in corso, che si intreccia con quella pandemica e con....infinite altre, cerchiamo di RAGIONARE allargando lo sguardo. Meritandoci così il sospetto di filo putinismo appioppato a tutti quelli che cercano di RAGIONARE da tutti coloro i quali attribuiscono -comiodamente- solo, soltanto ed esclusivamente ai Pazzi Brutti e Cattivi, gli Orrori  che affliggono tutt'ora il genere umano dopo -e durante- qualche millennio di "civiltà".

Forse questa volta, finalmente, nascerà un "dibattito".


Grazie nuovamente per l'attenzione e buona lettura

Primavera del 2022 d.C.
Ultima Resistenza Umana Verbania









 













 


 

 

martedì 27 aprile 2021

Recovery Plan

 





Cari amici de "I pensieri di Zorro".
Vi invio questo interessante articolo di Antonio Bonaldi, medico, esperto di sanità pubblica e presidente di Slow Medicine.
Quello che dovrebbe essere e quello che(purtroppo) sarà questo Recovery Plan o Piano per il futuro delle prossime generazioni di umani ma, soprattutto, del pianeta.
Andando a vedere le cifre, la poca chiarezza sugli obbiettivi e gli scenari verso cui  ci si vuole dirigere, si deduce facilmente che è già in corso la spartizione di questa enorme mole di denari tra  lobby politico-economiche. Buona lettura.

paolo de piccoli paolodepiccoli8@gmail.com



Recovery Plan
Due o tre cose che tutti dovrebbero sapere
21 febbraio 2021,

Antonio Bonaldi

La rivoluzione blu: la transizione digitale Recovery Plan, due parole oggi sulla bocca di tutti che sono destinate a cambiare il corso degli avvenimenti recenti (basti pensare alla crisi politica) e futuri, e di cui dovremo occuparci ancora a lungo. 

Ma che cos’è questo Recovery Plan e perché è così importante da riguardare tutti?

Il Recovery Plan è un documento che individua gli interventi da realizzare con i circa 220 miliardi
di euro concessi all’Italia dal Consiglio Europeo allo scopo di affrontare la gravissima crisi sociale e
sanitaria generata dal Covid-19. Il prestito però non è spendibile ad libitum, esso è vincolato alla
realizzazione di una serie di progetti per l’appunto descritti nel Recovery Plan (d’ora in avanti Piano), denominato anche Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) o più correttamente
“Next Generation”. 

Gli investimenti, infatti, non devono limitarsi a rilanciare l’economia dopo una fase di grave depressione ma devono servire per rimuovere (almeno parzialmente) le cause che l’hanno determinata e per assicurare un futuro migliore alle nuove generazioni.

Il Piano in particolare si propone di fronteggiare due grandi sfide, a cui nessuno può pensare di sottrarsi: la crisi climatica (con tutte le tragiche conseguenze che essa comporta) e la transizione digitale. La rivoluzione verde e blu come qualcuno l’ha chiamata.

Gli interventi previsti dal Piano dovranno quindi essere accompagnati da una chiara definizione degli scenari verso i quali si intende guidare lo sviluppo del Paese e da una serie di riforme della pubblica amministrazione destinate a rimuovere i vincoli burocratici, rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse, facilitare la realizzazione degli interventi e il raggiungimento degli obiettivi, condizione quest’ultima, necessaria per assicurarsi l’effettiva erogazione dei finanziamenti.

Il Piano è molto articolato e si sviluppa intorno a sei Missioni che rappresentano le aree tematiche
entro cui sono descritti i vari interventi con i relativi finanziamenti. Qui mi soffermo solo su pochi
aspetti salienti, evidenziando alcune incongruenze e qualche limite d’impostazione a cui sarebbe auspicabile porre rimedio.


La rivoluzione verde

Questo capitolo rappresenta la parte più importante del Piano. Tutti gli organismi scientifici nazionali e internazionali, infatti, sono concordi nel ritenere che la crisi del clima provocato dalle attività umane costituisce la più grande minaccia per la salute dell’uomo.


I mutamenti climatici dovuti al riscaldamento terrestre, infatti, portano con sé una serie di conseguenze negative sugli ecosistemi del pianeta e sul delicato equilibrio che intercorre tra uomo, microorganismi, animali, piante, fauna selvatica e ambiente, da cui dipende non solo la nostra salute ma la sopravvivenza della nostra specie. 

Pensiamo, per esempio, alla perdita della biodiversità, alle estinzioni delle specie animali e vegetali, alla desertificazione, alla diminuzione delle riserve idriche, all’erosione del suolo, agli eventi metereologici estremi, alle resistenze batteriche e alla proliferazione di virus, batteri e parassiti.

Vi sono oggi solide prove scientifiche che tali mutamenti, oltre a provocare danni diretti (pensiamo,
per esempio, alle alluvioni o agli uragani) favoriscono anche l’insorgenza di molte malattie quali il cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità, le infezioni, le malattie polmonari, per cui
proteggere l’ambiente porta anche notevoli vantaggi per la salute.

Intervenire sulle cause dei mutamenti climatici non è però una cosa semplice perché richiede un cambiamento radicale dell’attuale modello di sviluppo, basato sulla crescita economica senza limiti
realizzata con il progressivo depauperamento delle risorse naturali e il deterioramento degli ecosistemi. 

Occorre quindi pensare a modelli di sviluppo alternativi che sappiano cioè disaccoppiare il binomio: crescita delle attività economiche e consumo indiscriminato di risorse naturali.

Per questo motivo è indispensabile che il Piano (non a caso intitolato “Next Generation”) stabilisca
in modo esplicito che lo scopo principale degli investimenti non è semplicemente di aumentare il PIL ma soprattutto di tutelare l’ambiente e la biodiversità, oltre che ridurre le diseguaglianze. 

A questo fine gli interventi devono essere coerenti con l’approccio One Health, cioè con la visione
sistemica della vita e della salute. La salute, infatti, non dipende solo dal buon funzionamento dei servizi sanitari ma è intimamente connessa con i diversi aspetti delle attività umane e con la fitta rete di relazioni che lega l’uomo all’ambiente fisico e sociale in cui vive e lavora. Tutto è interdipendente e in questo senso i diversi settori dell’organizzazione sociale (economia, commercio, trasporti, urbanistica, agricoltura, lavoro, istruzione, salute, ecc.), ciascuno per quanto di competenza, devono imparare a dialogare e a cooperare per il raggiungimento di obiettivi comuni e condivisi.

Agricoltura sostenibile.
L’agricoltura, gli allevamenti intensivi, la distribuzione e il consumo del cibo sono tra le principali fonti di emissione di gas serra, oltre che un importante fonte di problemi di salute e d’ingiustizia sociale. È evidente, quindi, che il Piano non può sottovalutare l’enorme impatto di questo settore
per il raggiungimento degli obiettivi della cosiddetta rivoluzione verde.

Purtroppo, però, i finanziamenti previsti per questo settore sono alquanto modesti (1,8 miliardi di
euro) e distribuiti su tre tipologie d’intervento: progetti finalizzati alla riconversione delle imprese
verso modelli sostenibili, progetti per l’ammodernamento dei tetti degli immobili ad uso produttivo
e progetti per migliorare le capacità di stoccaggio delle materie agricole.

Dedicare ad un settore così strategico meno dell’1% dei finanziamenti disponibili di cui solo una parte riservata alla riconversione delle aziende verso modelli di agricoltura sostenibile ci pare davvero irrealistico. Nulla è previsto, per esempio, per ridurre gli allevamenti intensivi, per sostenere i produttori locali, per bloccare il consumo di suolo agricolo, per evitare le deforestazioni o per promuovere il consumo di alimenti freschi, di prossimità e tendenzialmente vegetali.

Mobilità sostenibile
Il modo in cui le persone si spostano rappresenta certamente un tassello importante nel quadro della
transizione verde e i valori economici attribuiti ai diversi interventi costituiscono il migliore indicatore del rilievo che assumono le diverse scelte. In questo senso assegnare 29,46 miliardi di euro all’alta velocità ferroviaria e alle gradi infrastrutture e solo 7,55 miliardi alle ciclovie e al rinnovo del parco rotabile (che interessa l’85% dei passeggeri), al di là delle belle parole di rito, è un segnale eloquente della scarsa considerazione che viene riposto ai progetti di miglioramento della mobilità locale. 

Sappiamo invece che l’incremento dei percorsi ciclo-pedonali e dei mezzi di trasporto pubblico consegue un triplice effetto positivo sull’ambiente e sulla salute perché limita le emissioni di gas serra, diminuisce l’inquinamento atmosferico e favorisce l’attività fisica.

Sarebbe quindi quanto mai auspicabile invertire il rapporto degli investimenti previsti dal Piano per
l’alta velocita e la mobilità locale o quantomeno riaggiustare il valore ad essi assegnato.

L’assistenza sanitaria
Come abbiamo visto la salute delle persone dipende da moltissimi fattori di natura economica, sociale e ambientale. Non v’è dubbio, comunque, che i servizi sanitari abbiano un peso rilevante sul nostro stato di salute e che le scelte organizzative e gestionali debbano tener conto dei vincoli e delle opportunità legati alla transizione ecologica.

Il capitolo sulla salute si compone soprattutto di una serie di opere di ristrutturazione edilizia e di
ammodernamento delle grandi apparecchiature, e ad investimenti nel settore della digitalizzazione e
della telemedicina. In estrema sintesi il Piano mette a disposizione un’ingente quantità di risorse per
costruire e comprare. Tuttavia, gli interventi di ammodernamento strutturale e tecnologico dovrebbero essere preceduti da una chiara definizione degli scenari verso i quali si intende guidare lo sviluppo. 

In questo senso si dovrebbe porre particolare attenzione alla riduzione degli sprechi e alla promozione di interventi a basso impatto ambientale quali le attività di prevenzione, di promozione della salute e di assistenza sanitaria di base.

Rafforzamento della rete dell’assistenza territoriale
Si tratta certamente di un obiettivo molto importante considerato che vi è unanime consenso nel considerare l’assistenza sanitaria di base l’anello debole del nostro Servizio Sanitario Nazionale. 
I finanziamenti assegnati a questo capitolo (7 miliardi di euro) prevedono la realizzazione di: 2.564
nuove “Case di comunità”; 575 Centrali di coordinamento delle prestazioni di telemedicina a supporto dell’assistenza domiciliare e 753 presidi ospedalieri di comunità con funzioni di assistenza sanitaria intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero.

Destinare parte degli investimenti (in questo caso quasi tutti) per approntare nuove strutture sanitarie e per potenziare le tecnologie a supporto dei servizi territoriali non è sbagliato ma si dovrebbe spendere almeno qualche parola per chiarire quale tipo di organizzazione si vuole perseguire. Come abbiamo avuto modo di vedere nel corso della pandemia, le modalità di organizzazione e di gestione dei servizi territoriali non sono estranee agli esiti di salute che si ottengono. 

A questo riguardo, per esempio, non si dice nulla sul ruolo dei medici di medicina generale che rappresentano il fulcro su cui costruire i servizi di assistenza alla persona. È ormai chiaro che senza modificare il loro rapporto di lavoro con il servizio sanitario (a cominciare dai nuovi inserimenti) integrandoli a pieno titolo nel lavoro d’équipe, e senza ridisegnare il loro percorso formativo non è possibile immaginare alcuna svolta innovativa nell’organizzazione dei servizi territoriali. 

Un obiettivo da raggiungere con gradualità e realismo ma di cui bisogna perlomeno iniziare a parlarne e a definire alcune fasi del percorso. Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria
In questo settore oltre il 75% degli investimenti è destinato all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (3,41 miliardi di euro) e all’adeguamento alle normative sismiche degli edifici ospedalieri (5,6 milioni di euro).

Anche in questo caso gli obiettivi sono condivisibili, ma per contribuire all’effettivo miglioramento
della qualità delle cure sarebbe bene dare anche qualche linea d’indirizzo (con relativi finanziamenti) sull’utilizzo appropriato delle tecnologie sanitarie, comprese quelle a valenza digitale. Infatti, uno dei problemi più rilevanti della medicina d’oggi è l’eccesso di prestazioni di scarso valore clinico, inutili e perfino dannose che rappresentano oggi una delle voci più rilevanti degli sprechi in ambito sanitario (20-30% della spesa complessiva).

Inoltre, non si fa alcun cenno al fatto che i servizi sanitari sono responsabili del 4,4% delle emissioni complessive di CO2 in atmosfera e che tale valore potrebbe essere almeno parzialmente ridotto, non solo eliminando le prestazioni inutili, come sopra precisato, ma anche utilizzando energie rinnovabili, riqualificando gli edifici dal punto di vista energetico (oltre che sismico), massimizzando il buon uso e il riciclo (quando possibile) dei beni di consumo, ottimizzando la produzione e la gestione dei rifiuti. Anche in questo caso sarebbe auspicabile prevedere qualche intervento con relativi finanziamenti.


Conclusione

La pandemia ci ha insegnato tre cose importanti: la salute non riguarda solo la medicina ma la vita
in tutti i suoi aspetti; viviamo in un mondo iperconnesso dove siamo tutti interdipendenti; uomo e natura costituiscono un’unità indivisibile e la salvaguardia dell’ambiente è un problema prioritario
che riguarda tutti.

Il Piano rappresenta un’opportunità irripetibile per rivedere il nostro modello di sviluppo e per guidarlo sulla strada del rispetto degli ecosistemi e della riduzione delle diseguaglianze, secondo l’approccio One Health. Il futuro delle nuove generazioni è affidato alla nostra sensibilità e alle decisioni che sapremo adottare per indirizzare gli investimenti in questa direzione.

Ridisegnare le città e la mobilità, utilizzare energie rinnovabili, sostenere un’agricoltura di prossimità, favorire la prevenzione e l’assistenza sanitaria territoriale, investire sull’istruzione e la cultura, limitare i consumi (anche quelli sanitari), promuovere comportamenti individuali rispettosi dell’ambiente e molto altro ancora sono ormai percorsi obbligati e nessuno può esimersi dal dare il proprio prezioso contributo









giovedì 1 ottobre 2020

Segnalazione

 



Su Covid 19 è finalmente uscita la presa di posizione autorevole, completa e corretta che attendevamo.


Edgar Morin

"CAMBIAMO STRADA"

Le 15 lezioni del Coronavirus

Raffaello Cortina Editore

121 pagine Euro 11

venerdì 8 maggio 2020

Il tempo è......galantuomo.




“Solo” un paio di mesi sono passati dall’inizio del pandemonio pandemico. Sembra proprio che tiri un’altra aria. E non solo nel senso che la fermata della “giostra” ne ha determinato una avvertibile “purificazione”.

Pare che in plancia di comando si stiano convincendo del fatto che sono in fase di esaurimento i tempi del Blocco Totale. Per quanto grave sia una pandemia  non possiamo pensare di tenere un Paese intero agli arresti domiciliari stretti per più di tanto. Tant’è che parte la fase due. Che come abbiamo visto non è la seconda bensì la terza. L'alternativa al Blocco Totale avrebbe potuto essere il Blocco "intelligente". Certo è che il blocco intelligente richiede, per definizione, intelligenza. E non solo in plancia di comando.........

Ben poco di veramente sostanziale è nel frattempo cambiato. Le fredde curve ci dicono che i “casi” accertati sono ancora in salita anche se leggermente meno ripida. Su quelli non accertati, che potrebbero essere almeno dieci volte tanto, ancora nulla sappiamo. Gli attualmente positivi dopo un breve pianoro sembrerebbero avviati verso un accenno di discesa. Sottolineato accertati. Per quanto riguarda i morti la curva è tutt’ora in salita anche se un poco meno ripida. (vedi Lab 24)

Quindi c’è poco da stare allegri e da cantare vittoria. Unico dato decisamente in salita -vieppiù ripida- il numero dei guariti. Consolante. C’è scampo. Parziale . Ma significativo.
Con tutte le cautele del caso possiamo e dobbiamo, parzialmente e lentamente, rimettere in moto la “giostra”. Dopo un paio di mesi e passa e evidente necessità oggettiva. Salvo produrre danni ben maggiori di quelli imputabili allo “stramaledetto”. Sulla qualità e quantità delle necessarie, imprescindibili “cautele” pare che le opinioni tra la Plancia di Comando Centrale e quelle Periferiche siano, tanto per cambiare, discordanti.

Potremo mai pensare di conciliare in armonica sintesi le sacrosante esigenze di salda ed illuminata azione di Governo con le altrettanto sacrosante e legittime esigenze di autonomia Locale? Nel particolare Sistema Storico che ospita, per il momento, le nostre esistenze, e che ha la singolare capacità di mettere in radicale ed antagonistico conflitto qualsiasi cosa con ogni altra cosa, la risposta non può che essere una: assolutamente no.

In ogni caso, se una morale provvisoriamente parziale possiamo trarre, a questo stadio di “avanzamento,”  della situazione, è che il tempo - galantuomo-  ci costringe a ripensare la strategia del Blocco Totale per considerarne di maggiormente flessibili. Ed intelligenti. Con il senno di prima ribadiamo che tanto valeva pensarci da subito. Avremmo evitato parecchi guai e non solo “economici”.  Attenzione però. Non vorremmo, dicendo ciò, passare per novelli fans di Confindustria & Associati. Non si sa mai. Meglio precisare.

Avete notato la straordinaria capacità di -relativo- adattamento della psiche umana? Anche questa probabile frutto della intrinseca onestà che caratterizza il tempo nel suo lento ma inesorabile trascorrere. Non sembra più di essere sull’orlo della apocalisse finale dell’umanità come un mese e mezzo fa. Situazione tutt’ora grave. Molto grave intendiamoci. Ma forse il genere “Homo” non si estinguerà. Almeno per ora. I morti ci sono ancora e non solo a causa dello “stramaledetto”. Ma dopo due mesi cominciano a non fare più notizia. O a farne un po’ meno.

Su questa faccenda, decisamente cruciale, del che cosa fa notizia e che cosa non la fa -e perché- forse varrebbe la pena di indagare. Ed anche sul perché della marcata propensione dell’universo mediatico al sensazionalismo. In un prossimo futuro però. Non ora perché dobbiamo continuare con la nostra panoramica a volo d’uccello ed in ordine sparso.


Gravità

Il Dott. Ceruti (vedi post precedenti) ce lo aveva detto fin dall’inizio. Senza sottovalutare minimamente la specifica bruttezza della malattia quando colpisce, ci aveva informati del fatto che questo stramaledetto virus non è particolarmente cattivo sebbene molto contagiante. Né in riferimento alla mortalità sul totale della popolazione residente. Né in riferimento al tasso di letalità sul totale dei positivi accertati. E non accertati.

Attuale pandemia da Covid 19
Morti nel mondo ad oggi circa 200.000
Popolazione mondiale ad oggi circa 7.000.000.000 (sette miliardi)
Tasso di mortalità percentuale sul totale della popolazione mondiale 0, 0003%
Morti in Italia ad oggi circa 30.000
Popolazione italiana ad oggi circa 60.000.000
Tasso di mortalità percentuale sul totale della popolazione 0,05%
(s. e. & o.)

Due paragoni soltanto.

Il primo con la “Spagnola” -pandemia decisamente cattiva- del 1918.
Morti stimati nel Mondo tra cinquanta e cento milioni. Popolazione mondiale all’epoca,  due miliardi circa di persone. Tasso di mortalità 5% circa assumendo il dato massimo stimato di cento milioni di morti.
Morti stimati in Italia 600.000. Popolazione italiana totale all’epoca circa 38.000.000. Per una percentuale di mortalità sul totale della popolazione del 1,6% circa.
Virus davvero cattivo! In ogni caso siamo ancora qui. A quanto pare.

Il secondo con i  morti di HIV-1 gruppo M  (AIDS). Virus decisamente cattivo.
Morti 30.000.000 (trenta milioni) negli ultimi trenta anni
Oggi infetti  nel mondo 34.000.000 (trentaquattro milioni). (David Quammen “Spillover” Adelphi pagg. 44-45.)
Contro i 3.000.000 di contagiati da Covid 19 ad oggi.



La “giostra”

Per un  poco si è completamente fermata. O quasi. Nei paesi maggiormente colpiti. Guarda caso ricchi. USA in testa. Tra questi, particolarmente in quelli che hanno adottato il Blocco Totale. Deve essere però chiaro. Se il Blocco Totale è chiaro segno di apprensione fuori controllo, i reiterati negazionismi alla Donald nonché le accorate invocazioni per una subitanea rimessa in moto della giostra non sono, di per sé, segno di intelligenza. Anzi.

In ogni caso la fermata prodotta dallo “stramaledetto” è stata per certi versi...... “provvidenziale”
Abbiamo assaporato il gusto del silenzio. Il rilassante placarsi del frenetico andirivieni automobilistico e non solo automobilistico. L’aria decisamente più respirabile e non solo fisicamente parlando. La drastica riduzione di emissioni venefiche. Il marcato attenuarsi delle compulsive pratiche “sportive” nel tempo “libero”. La teorica possibilità di riflessione meditativa che in molti casi si è, purtroppo, trasformata in insofferenza, ansia, angoscia, rabbia e sotterranea conflittualità infra-specifica.

In ogni caso abbiamo avuto finalmente la possibilità di un CONFRONTO. Forse troppo repentino nel tempo e troppo concentrato nello spazio.  Per molti versi SALUTARE.  Per noi ”ricchi” . Che avremmo di che meditare su un aspetto della questione per ora decisamente trascurato. Tanto per cambiare. Il PERCHE’ di tutto ciò. In senso precipuamente sanitario ma non solo.

Ma forse le cause dei cataclismi fanno molto meno notizia dei cataclismi stessi.  E poi, evidentemente non è questo il momento di indagare sulle eventuali cause. Quando lo sarà?

Lo sapevamo già. Adesso ne abbiamo la certezza sperimentale. Il Sistema Storico nel quale viviamo non può fare altro che correre crescendo e crescere correndo. Brutta storia. Fino a quando? Fin dove? Vietato porsi, e porre, la elementare domanda.

Sarà un’impressione. Ma ci sembra di aver notato, quando prive di mascherina, facce un po’meno “tirate” del solito.


Mascherine

Il membro anziano ci  racconta di aver comperato fin da fine febbraio due mascherine -tipo falegname- rigorosamente in Farmacia, spacciate per ultra professionali- al modico prezzo di dieci euro l’una per un totale di venti euro. Qualche nanopatologo accreditato sostiene che è come pretendere di fermare le zanzare con una cancellata in ferro battuto............

A seguire. Gioie e dolori della economia di mercato globalizzata. Se non abbiamo capito male.
Fase uno. Mancano mascherine. Convertiamo le industrie per produrle in Italia con l’obiettivo di diventare autosufficienti.
Fase due. Riconversione produttiva.
Fase tre. Costano molto. Troppo. I cinesi le producono a costi dimezzati. Chissà come fanno.
Fase quattro. Che facciamo? Riconvertiamo o no? Importiamo? Aspettiamo? Carichiamo allo Stato parte dei costi di produzione? Le vendiamo a prezzo “politico” prefissato insuperabile? Altro?

Stessa storia per i tamponi.



La App

Qui si arriva alla quasi farsa. Molti ci credono.
La “App”,  in grado di  tracciare ogni e qualsiasi movimento di ogni cittadino (consenziente??) è una sorta di bacchetta magica con la quale è possibile bloccare la pandemia.

Privacy -o non privacy- a parte, un giovane tecnico del settore ci ha spiegato che pretendere di bloccare la pandemia con la SOLA -miracolosa e salvifica- “App” è come  pretendere di andare in bicicletta su una bicicletta priva di ..........ruote.

Infatti sapere dove si trova, che cosa fa,  con chi lo fa e dove lo fa, un qualsiasi cittadino, serve a nulla se non sappiamo -prima di tutto- se è positivo o negativo.  E lo stesso per ciascuno dei suoi “incontri”.

La “App” potrebbe anche funzionare ma solo e soltanto se:
-abbiamo preventivamente censito tutta la popolazione suddividendola in positivi (colore rosso) e negativi (colore nero);
-continuiamo sistematicamente a censirla poiché il positivo di oggi potrebbe essere il negativo di domani e viceversa;
-se la App emette un segnale di allarme nel momento in cui la distanza spaziale tra un positivo ed un negativo scende sotto il fatidico metro;
-ma non basta; se i due dovessero insistere nel mantenere un contatto ravvicinato del terzo tipo, l’autorità sanitaria -o non sanitaria- o entrambe, dovrebbero immediatamente recarsi sul posto ad interrompere il contatto ravvicinato e prendere le relative misure; dalla quarantena obbligatoria per entrambi i contraenti, ad ulteriori accertamenti sanitari, per finire con la prescrizione di opportune misure terapeutiche.
Solo a queste condizioni, la App potrebbe essere un valido strumento per limitare, e progressivamente debellare, la pandemia.
In ogni caso la rete dei controlli incrociati e degli opportuni interventi immediati dovrebbe durare per parecchio tempo a venire. Perlomeno fino alla scoperta del salvifico VACCINO.


Immunità di gregge

Pare che siano state dette diverse corbellerie. Tanto per cambiare. L’ immunità cosiddetta  “di gregge” potrebbe anche essere una strategia da considerare. Ma a condizione di essere sicuri che il sopravvissuto diventi immune. Dovrebbe essere ovvio. La cosa non risulta accertata. Se è molto probabile che i sopravvissuti sviluppino anticorpi, questo non significa immunità. Come, per esempio, nel caso del Morbillo.  Ben sappiamo che il comune raffreddore, per il quale dobbiamo ringraziare una specifica varietà di Coronavirus, possiamo prenderlo centinaia di volte in una vita.


Vaccino

Non vogliamo qui entrare nella storica polemica. Basti far rilevare che nemmeno questo ci darebbe certezze matematiche. Peraltro, comunque e sempre, illusorie. Pare che gli “stramaledetti”  furbescamente mutino in continuazione. Il vaccino che funziona oggi, ammesso che funzioni, potrebbe non funzionare più dopodomani.



Morale provvisoria 

Potrebbe essere questa. Forse sarebbe opportuno incominciare a ragionare sul PERCHE’. Da che mondo è mondo PREVENIRE dovrebbe essere meglio che non riuscire a curare. Dopotutto SALUTE è -dovrebbe essere- altra cosa dal tentar soltanto di arginare malattie.

Sui  futuribili  scenari  che si dischiudono dinnanzi a noi  ci soffermeremo nelle prossime puntate. A partire da un tentativo di capire PERCHE’.  Appunto.



















venerdì 17 aprile 2020

Plancia di........COMANDO





Molto bene. Si fa per dire.

Qualche tempo è passato dall’inizio del pandemonio pandemico. Possiamo incominciare a fare qualche considerazione a mente “serena”? Possiamo. Così. Semplicemente per il gusto di ragionare. Naturalmente, per quanto ci riguarda, a modo.........nostro.

A proposito. Tra di noi abbiamo discusso. A tratti vivacemente. Al punto che si sono delineate due scuole di pensiero. L’una potrebbe essere definita “radicale”. L’altra “moderata”. Qui si sta esprimendo un rappresentante della  prima. Non sarebbe male se qualche rappresentante della seconda prendesse la penna in mano. Il “dibattito” portato “alla luce del sole” potrebbe scatenare un putiferio di commenti tra i nostri affezionati lettori. Terribilmente restii, chissà perché, ad esprimere per iscritto le loro opinioni. Chiusa la parentesi.

E’ successa una cosa curiosa. Una delle moltissime. In questo caso di carattere non sanitario o epidemiologico ma “psico-culturale”. Nel giro di pochi giorni abbiamo assistito a spettacolari capovolgimenti di fronte. Profeti di sventura dalla lunga carriera, sono diventati incoscienti negazionisti. Accaniti, fino a ieri, difensori del Sistema sono improvvisamente diventati catastrofisti. Cultori della Libertà e della Democrazia si sono trasformati in sostenitori della dittatura. Moralisti, bacchettoni e fustigatori di costumi, in paladini della sacra ed inviolabile privacy. Sostenitori delle magnifiche virtù del Privato in ferventi propugnatori del Pubblico. Autonomisti incalliti in fanatici del Forte Potere Centrale. E altro.

Forse che lo stramaledetto -povero- virus abbia toccato qualche nervo scoperto? O forse scopertamente nascosto? O forse ancora, accuratamente rimosso?
Quello che non cambia, in ogni caso, è la semplicistica mania di mettere etichette. Niente più sarà come prima. Frase già sentita dire in altre occasioni. Peccato che tutto, subito dopo averlo detto, resta identico a prima. Sarà così anche questa volta?

Procederemo in ordine sparso seguendo il filo spontaneo dei pensieri e riservandoci, in un secondo momento, di raggruppare gli argomenti per “aree tematiche”.

Avvisaglie trascurate.
Ci è preziosa, per  prendere il largo, la testimonianza del Membro Anziano (vedi post precedente).
I sintomi da lui descritti e risalenti ai primi di gennaio corrispondono esattamente -praticamente in fotocopia- alla sintomatologia da Covid 19 descritta dal Dott. Ceruti nella sua preziosa intervista. Addirittura il Membro Anziano sostiene di averli accusati anche nel mese di settembre dello scorso anno, quando anche il suo medico è stato afflitto da una brutta bronchite che è passata da sola dopo ben due mesi. Il Membro Anziano sostiene addirittura che problemi di questo tipo sono in circolazione da anni e che sono, sempre a suo dire, strettamente collegati con la pessima qualità dell’aria che “respiriamo”. Questo comunque non ci autorizza a dire che si trattasse sicuramente di Covid 19. Si sarebbe dovuto fare il tampone -allora- per accertarlo. Ma non è questo il punto.

Fonti autorevoli ed accreditate sostengono che una delle tante “manchevolezze” è stata quella di non aver segnalato per tempo, da parte dei medici di base, la presenza diffusa, centinaia e centinaia forse migliaia, e non solo tra anziani, a partire come minimo dall’autunno scorso, di STRANE bronchiti e polmoniti ATIPICHE. Vedi testimonianza Membro Anziano. Insomma di non aver segnalato per tempo all’Apparato Sanitario, che stava arrivando qualcosa di anormale. Fin dall’autunno. Come minimo. Ancor più grave il non averlo fatto in gennaio quando ormai il caso cinese era conclamato. Avremmo potuto allertarci e quindi non farci cogliere completamente alla sprovvista.

Tempismo
Infatti in queste faccende, se non abbiamo capito male, il TEMPISMO è determinante. Come negli incendi. Basta un fiammifero per incendiare cinque fili d’erba secca. Puoi spegnere pisciandoci sopra.  Se lo lasci andare.........Essere stati colti “alla sprovvista”, lungi dall’essere una attenuante costituisce, evidentemente, un’aggravante.

Fasi
Le fasi non sono due, come ci dicono, ma tre. Affrontate in modalità discutibili e contradditorie. Intendiamoci bene. Non vogliamo buttare la croce addosso a nessuno o fare i sapientini del senno di poi. Ci rendiamo perfettamente conto che non deve essere stato facile destreggiarsi nel pandemonio una volta che la pandemia era partita. Però questo non deve impedirci di ragionare. In vista del futuro. Ci sembra.  Ammesso, e non concesso, che un futuro ci possa essere PER NOI su questo pianeta. Procediamo.

Fase zero.  Non c’è problema. E’ poco più di una normale influenza. Intanto l’epidemia galoppa secondo le sue leggi, che in questo caso sono moderatamente (non pesantemente) esponenziali. Ma comunque esponenziali.

Fase uno. Panico. Blocco totale, radicale, generalizzato, integrale. Meccanico. Col paraocchi. Se non facciamo così gli italiani...............Hai visto in Cina? Bravissimi! Scelta non facile -indubbiamente- dal punto di vista della impopolarità. O della popolarità  se si preferisce. Scelta facilissima dal punto di vista tecnico. La più facile. Proprio perché meccanica, non elastica, non calibrata, non articolata, in definitiva ottusa.

Fase due. La gente non ne può più. Qui va a rotoli tutto. L’economia in primis. E se va a rotoli l’economia........lo sapete come va a finire! Provochiamo più danni con il blocco di quelli prodotti dallo stramaledetto virus. Non possiamo andare avanti per sempre con tutto chiuso. La cosa era evidente fin dall’inizio, a ben pensarci. Ma evidentemente in plancia di comando si sta procedendo alla carlona. Tanto per cambiare. “Ben pensarci” non è -evidentemente- il loro forte. Bisogna  riaprire. Con le dovutissime cautele e gradualità  E’ chiaro. Per esempio gli over 65 dovranno restare in casa almeno fino a Natale. Per la loro e nostra salute. Naturalmente.




Ma cosa si poteva fare?
 Dirà qualcuno. Si poteva fare quello che, intelligentemente in molti altri paesi è stato fatto. Blocco intelligente. Ma per farlo ci vuole per definizione intelligenza. E molto, molto lavoro qualificato e di un certo genere. Più semplice bloccare tutto. Per non saper né leggere né scrivere. Appunto.
Qui c’è da far rilevare un altro dato puramente psicologico. Non so se avete notato il livore con il quale i media italiani si sono scagliati contro i paesi che hanno praticato l’approccio intelligente. Insultati. Ridicolizzati. Definiti i perfettini del nord Europa che fanno sempre tutto giusto. E via dicendo. Oppure la malcelata goduria sulle marce indietro di Boris e/o di Donald. Qualcuno si è addirittura fregato le mani sotto il tavolo quando Boris è risultato positivo. O quando Donald ha dovuto ammettere. Ma, sia ben chiaro, non vorremmo passare dicendo ciò, per novelli filo GB o USA . Meglio precisare. Di questi tempi. Confusi.

Paese che vai.........
Non so se avete notato che di certi paesi non si parla o per niente o quasi per niente. Che succede in America del Sud? O del Centro? O del Nord ma non USA? Per esempio Canada? Gli Inuit come se la passano? Ma anche Oceania. Nelle Filippine però pare che sparino a vista a quelli che mettono il naso fuori dalla porta di casa. Approccio poco intelligente ma efficacissimo. La Corea del Sud, super virtuosa, tecnologica e super tempestiva, ha contenuto alla grande. Ma Il Turkmenistan? O la Mongolia? O in Siberia? Sicuramente farà un freddo cane. In Siberia. Favorisce la diffusione o la ostacola? Sarebbe interessante il saperlo. Niente. E nella pericolosissima e sguarnita Africa? Come mai niente di paragonabile alla Padania Centrale? Pare. Ma senza andare lontano. Come va in Valle d’Aosta? O in Alto Adige? O in Venezia Giulia? O alle isole Eolie? O nei magnifici paesini dispersi lungo l’appennino tosco emiliano? O quello umbro marchigiano?

Una cosa sembra certa.
Sembra. Ed è che la diffusione ha seguito un criterio abbastanza preciso.  Da Wuhan a New York passando per Codogno. Latitudine intorno quarantacinque gradi nord. Altissima urbanizzazione. Aria irrespirabile. Industrializzazione pesante. Inquinamento. “Ricchezza”. Nel senso ristretto di possesso di denaro e di produzione di PIL. E di reddito conseguente. In denaro.
Può essere che, per una volta, i “ricchi” debbano invidiare i “poveri”? Altro interessante capovolgimento. Sarà un caso che l’Italia sia la nazione più colpita al mondo (se i cinesi ce l’hanno raccontata giusta) e, guarda caso, il più scassato dei paesi “ricchi”?

Trionfalismo
Quanto mai inopportuno. Modello Italiano. Luminoso esempio di previdenza efficienza, tempestività e coraggio per tutti i Paesi del Mondo. Da aver vergogna. Di pessimo gusto. Oltretutto.
 
Sanità
Non lo diciamo noi. Alla prima epidemia seria ma, tutto considerato relativamente “benigna”, paghiamo decenni di “demolizione” del settore Sanitario. Abbiamo persino sentito Importanti Personaggi vantare come un pregio italiano il fatto che la Pubblica Sanità dispone di solo 3 letti per mille abitanti, contro i 6 della Svizzera e gli 8 della Germania. Come mai? La vanteria? Ma perché noi italiani siamo più avanzati degli altri paesi, dal momento che abbiamo dato grande impulso alla Medicina Territoriale. Diminuendo quindi i posti letto negli ospedali. Incredibile faccia tosta. Medicina territoriale che, e questo lo diciamo noi, salvo qualche raro caso che non fa testo come l’Emilia Romagna, praticamente.......non esiste. Ma molto citata. A sproposito. Evidentemente, per sciacquarsi la bocca.

“Normalità”: a quando?
Il blocco pesante e radicale poteva far pensare che nel giro di qualche settimana le famigerate curve (di che cosa?) avrebbero smesso di salire e si sarebbero attestate sul plateau per poi incominciare la discesa fino a raggiungere il -quasi- suolo. Un po’ di sacrificio ma poi..........
Così pare che non sia. Pare. La salita è terminata. Forse. Siamo in altopiano. Forse. La discesa forse non tarda. Forse. E allora? A ben pensarci si poteva immaginarlo subito che non ci saremmo sbarazzati tanto presto della faccenda  Se una persona dicesi una, paziente zero oppure 1, ha potuto scatenare il pandemonio pandemico che abbiamo visto, logica vorrebbe che fino a quando avremo un solo, dicesi un solo, positivo in circolazione, magari asintomatico, tutto potrebbe ripartire in qualsiasi momento e daccapo. O no? E allora?

In teoria dovremmo
1. fare il tampone a tutta la popolazione per individuare tutti i positivi, sintomatici e non
2. metterli tutti in quarantena dura
3. lasciare in circolazione tutti gli altri -negativi- con le dovute cautele chiaramente.
In più dovremmo ri-controllare tutti ogni due o tre giorni, perché chi è negativo oggi potrebbe benissimo diventare positivo dopodomani.
In pratica non si può -evidentemente- fare. Morale. Non ce ne libereremo. Il rischio zero non esiste e non esisterà. Quindi dovremo “convivere”. Ma siccome non possiamo stare bloccati per sempre dovremo convivere intelligentemente. E’ matematico. Ma allora non potevamo incominciare un po’prima? Con l’approccio elasticamente intelligente?

Del salvifico vaccino che non c’è e che -forse- ci sarà, ma non si sa quando, e che risolverebbe ogni e qualsiasi problema vedremo più avanti.

Dobbiamo poi considerare un altro aspetto. Siamo sicuri che il contagio si trasmette da uomo a uomo. Pare accertato. E va bene. Quello che non è accertato è se -per caso- non si trasmetta anche in altre modalità. Non potrebbero per esempio i virus “volare” da una persona all’altra “attaccandosi” alle polveri sottili e sottilissime delle quali è satura l’aria che respiriamo? Anche da noi sul “salubre” Lago Maggiore. Alcuni nano-patologi lo sostengono. Se del caso il quadro si complicherebbe. Il metro non basterebbe più e la quarantena, pura e semplice, nemmeno.


A proposito. Avete notato che stiamo respirando aria più leggera? Più frizzante. Più pulita.  Profumata di primavera. Chissà perché.



(continua)