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sabato 11 aprile 2020

Apparato...respiratorio



Uno dei membri anziani del Comitato di Supervisione Redazionale (78 anni) ci chiede di pubblicare la sua recente e personale esperienza in tema di apparato respiratorio.
Ben volentieri accogliamo la richiesta.



3 gennaio 2020
Sento il classico bruciorino nel naso che prelude al raffreddore. Solo che non è il solito raffreddore di quando uno sternuta, gli cola il naso e via di seguito. Niente di tutto questo. Forse potremmo chimarlo un raffreddore atipico. L’infiammazione scende nella trachea. Tosse con catarrino. A ben pensarci mi è già capitato in settembre. Dopo una decina di giorni sembrava sparito tutto. Sembrava. Questa volta invece insiste. Comincio a sentire in fondo alla trachea una sorta di rantolino. Vado dal dottore. Mi ausculta. Verdetto: bronchite. Antibiotico in pastiglie. Più ciclo di areosolterapia Seguo i due cicli rispettando gli orari al millesimo di secondo. Risultato dopo una setimana: nessuno.

Il rantolo peggiora. In più abbassamento vistoso della voce. Ritorno dal medico. Le do un antibiotico davvero potente in fiala. Vedrà che con questo va tutto a posto. En passant mi fa: ”guardi ho avuto anch’io in autunno una brutta bronchite che non voleva andarsene. Dopo due mesi è passata da sola.”.

Mi faccio le sei iniezioni da solo. Dolorosine. Ciclo completato. Risultato: nessuno. Aritorno dal medico. Strano: Facciamo una bella lastra non vorrei mai che....... Impegnativa code varie lastra. Referto negativo. Tutto nella norma. Aritorno dal medico. Strano. Facciamo così la mando da uno specialista pneumologo. Impegnativa code lista d’attesa. Sono fortunato. 31 gennaio visita pneumologica.

Verdetto: bronchite acuta su base broncospastica. Gli antibiotici che le ha prescritto il suo dottore non andavano bene. Prenda questo e vedrà che va tutto a posto. Pastiglie. Terzo ciclo completo di antibiotico. Risultato: nessuno. Nel frattempo in Cina sta scoppiando il Caso. Aritorno dal medico. Che strano. Facciamo un bel tampone. Batterico. Responso: negativo. Tossettina catarrosa. Praticamente è un continuo scatarrare. Uno schifo. Colore un bel giallo paglierinio chiaro. In più persiste il raffreddore atipico. Irritazione delle mucose nasali. Vistoso abbassamento di voce, terribilmente nasale. Non mi molla.

A metà febbraio decido di fare più nulla. Forse un lievissimo impercettibile migliormento c’è. Forse. Il minimo colpo di aria fredda e ci risiamo. Dai primi di gennaio sono tappato in casa ma devo pur andare a fare la spesuccia. Una cosa positiva c’è. Tutto sommato mi sento relativamente bene. Non ho febbre. Posso leggere, scivere, ho appetito, vado regolarmente di corpo. Se non fosse per il rantolino.......e gli scaracchi.........

Siamo arrivati quasi a Pasqua. L’aria si sta intiepidendo. Nel frattempo sappiamo il pandemonio che è successo. Io non ho fatto più niente. Sono tappato in casa tale e quale a prima del blocco.  C’è stato comunque un notevole miglioramento. Forse l’aria più tiepida. E, non so se avete notato decisamente più.........respirabile.  La voce è -quasi- normale. Quasi. Tosse qualche colpetto. Raschi e scaracchi frequenti anche se meno insistenti. Insomma a distanza di tre mesi e passa non posso dire di essere definitivamente e totalmente guarito. Alla luce del pandemonio intercorso ci sarebbe da meditare. Credo. Cosa ne dite?


venerdì 3 aprile 2020

Negazionisti??



E allora impagabile Zorro. Come te la passi da vecchio romantico eroe, di questi tempi ? Hai studiato? Il tempo non dovrebbe mancarti. Non sei bloccato in casa pure tu? O riesci clandestinamente, nottetempo a praticare ugualmente le tue mirabolanti scorribande? Regolarmente munito di “mascherina” sopra la mascherina?


Hei ragazzi datevi una calmata. Prima di tutto mi sembra che abbiate un tono non del tutto confacente alla tragedia che stiamo attraversando. In secondo vecchi sarete voi. In terzo grazie per il “romantico eroe“. Che cos’è? State sfottendo per caso? Va beh.....per tutti i diavoli....... lasciamo perdere......voi giovani proprio certe volte............

Si! Per quanto possa sembrarvi incredibile ci ho studiato dietro. Mi sono sentito quattro volte l’intervista di un’ora per un totale di quattro ore. Interrompendola nei passaggi salienti per capire bene. Magari facendo ripetere e prendendo coscienziosamente appunti scritti. Per un totale di cinque ore di ascolto. In effetti sono bloccato pure io e far pasare il tempo.......... Confermo la sensazione già detta. Il dott. Ceruti dà una visione abbastanza tranquillizzante della faccenda e allora non mi spiego lo sfracello di morti alle quali stiamo assistendo. In casa mia la televisione non ha mai messo piede. Per tenermi informato ascolto la radio. Meno “invasiva”. Ascolto almeno tre giornali rdio al giorno più domande varie degli ascoltatori al telefono in diretta. La sensazione che ricavo è che siamo alla vigilia -cosa dico- dentro fino al collo nella apocalisse finale del genere umano. Piuttosto angosciante. Roba che viene voglia, in certi momenti, di buttarsi dal balcone che così la facciamo finita subito. Oltretutto sono, da bravo maschietto lievemente attempato. nella categoria maggiormente esposta........... Purtroppo sono al secondo piano e rischio soltanto, nonostante la proverbiale prestanza fisica, di rompermi entrambe le gambe. Chiuso. Allora voi che siete professorini e che la sapete molto lunga su praticamente tutto come me la spiegate?


Beh, adesso sei tu a sfottere? Lasciamo perdere e veniamo al sodo. Saremo brevi e schematici. Abbiamo meditato a lungo e confermiamo la sensazione che da subito ci ha colti.
1.
Intendiamoci bene. Non vogliamo minimamente minimizzare. Ci troviamo nel bel mezzo di una autentica tragedia.
2.
Però effettivamente ci sembra di notare una notevole sproporzione tra i toni apocalittici del “tritatutto mediatico”, come sempre incline alla “bulimia sensazionalistica”  -scusa l’orribile linguaggio- e, d’altra parte, i freddi dati di fatto numerici.

Come sarebbe? E cercate di parlare come magiate per favore!


Saremo brevi e schematici. Un cittadino mediamente informato e che bada alla sostanza del messaggio che passa non pò fare a meno di notare che

A.
Vengono dati valori numerici in assoluto abbastanza spaventosi in quanto tali.
B.
Vengono dati valori percentuali facendo abbastanza confusione tra tasso di mortalità e tasso di letalità. In più non si capisce mai bene a che cosa le percentuali si riferiscono.


Come sarebbe??? Che cavolo di differenza c’è tra letalità e mortalità????

Calma! Sarebbe che LETALITA’ riguarda il numero di morti tra gli ammalati di una certa malattia. Nel caso nostro polmonite da Covid19 . Mentre mortalità riguarda il numero di morti di una certa malattia sul TOTALE DELLA POPLAZIONE residente -o abitanti- di un paese Per esempio l’Italia. Che ne conta sessanta milioni.

Ok. Fatemi l’esempio concreto.

Ok. Esempio Quando si dice che con il 5% di morti abbiamo superato di un bel pò la Cina che era al 3-4%  punto e basta, tu potresti capire, per esempio, che in Italia sta morendo il 5% della poplazione residente che è di sessanta milioni di persone. E quindi fai un salto sulla eggiola. Infatti Il 5% di sessanta milioni fa nientemeno che tre milioni. Di morti. Altro che salto sulla seggiola! Se non possiedi appareccchio televisivo, sentendo in radio i massmediatici frettolosi e facendo rapidamente il calcolo anzidetto potresti cadere nel panico. E dalla seggiola. Chiaramente gli scafati, ma tu evidentemente non sei tra quelli, che analizzano in rete  grafici e tabelle sanno che
1.
Il 5% non è il tasso di mortalità ma il tasso di letalità
2.
Riferito a CHE COSA? E qui anche gli scafati vanno un poco in confusione. Si dice la percentuale del 5% è riferito ai “casi”. E i casi che cosa sono? Sono i contagiati da Covid 19. Ma cosa significa contagiati? Tutti? O quelli accertati mediante tampone? Si tiene o non si tiene conto del fatto che i contagiati si ditinguino in due differnti gruoppi? Da una parte i contagiati ASINTOMATICI (che sono contagiosi) e dall’altra i contagiati SINTOMATICI ?

Per tutti i diavoli.....io non scafato?........ma avete intenzione di farmi capire o di farmi ammattire??!!???

Calmati! E’ meno complicato di quanto possa sembrare. La morale della favola è questa. Bisogna fare attenzione con le statitiche ed i numeri perchè si rischia di prendere fischi per fiaschi. O viceversa.
Primo
Quando si dice  5% di morti si intende dire che muore il 5% di coloro che sono stati contagiati dal virus. Punto. Lasciamo perdere per il momento la distinzione tra sintomatici e asintomatici.
Ma noi sappiamo quanti sono stati contagiati dal virus? Non lo sappiamo. Per saperlo dovremmo fare il tampone a TUTTA la popolazione residente. Cosa che non viene fatta per evidenti motivi. Quindi la dizione veramente corretta dovrebbe essere

La letalità del cinque per cento significa che muore il cinque per cento dei contagiati accertati ufficialmente mediante tampone.

Tu potresti benissimo, per esempio essere positivo quindi contagiato quindi contagioso e, se sei asintomatico -cioè non manifesti alcun sintomo- non accogrertene nemmeno. E non risultare nei dati ufficiali dei contagiati perche non ti hanno fato il tampone. Troppo difficile per l’uomo d’azione?

E dalli con lo sfottò.
Hem.......Hum...........forse comincio........ a capirci qualcosa.......

Molto bene. Continuiamo.
Alcuni importanti addetti ai lavori sostengono che i contagiati reali sono probabilmente dieci volte di più di quelli ufficiali accertati con tampone, che sarebbero solo la “punta dell’iceberg”.  E forse di più di dieci volte.
Ma mettiamo che siano dieci volte tanto. In questo caso il tasso di LETALITA’ scenderebbe dal 5 allo 0,5%


Ok .....Ma....allora...........le bare..............mi sembrano parecchie............come si spiega........

Certo! Se guardi solo i numeri in valore assoluto 10.000 morti sono davvero tanti soprattutto se concentrati in un breve lasso di tempo ed in un esigua area geografica.
Ma devi considerare che
1.
Diecimila morti corrispondono ai “normali” decessi ogni anno in Italia per “normale” influenza.
2.
Diecimila morti sul totale della popolazione residente in Italia (sessanta milioni) corispondono ad un tasso di mortalità dello 0,01%
3.
Limitandoci alle tre regioni maggiormente colpite che contano insieme 20 milioni di abitanti, diecimila morti sul totale della popolazione residente corrisponde ad un tasso di mortalità dello 0.05%.

Potremmo chiamarli Dati che non vengono dati. Chissà perchè.

Te lo ripetiamo ancora una volta.  Non siamo  negazionisti  e non vogliamo assolutamente minimizzare. Vorremmo semplicemente cercare di vedere come le cose stanno realmente al di là della enfatizzazione apocalittica che di questa facenda stanno facendo i massmediologici di turno.

Siamo “profeti di sventura” da almeno cinquanta anni e da almeno cinquanta anni andiamo ripetendo che in un Sistema Globale siffatto prima o poi qualcosa -e di grosso- sarebbe accaduto. Basta che vai a rileggerti qualcuno dei post che da qualche anno in qua abbiamo pubblicato. Vatti a pescare la mappa tematica e non hai che l’imbarazzo della scelta. Stranamente, chissà perchè, saremmo diventati “improvvisamente”, per qualcuno, minimizzatori ed incoscienti “sottovaluttori”. Nonchè negazionisti.


Hum.........Hem..........fermatevi un attimo sento come di aver bisogno una pausa di “decantazione”.
Direste voi raffinati.



Benissimo. Ma preparati per bene perchè ci sono una infinità di altre cose da dire. Molto interessanti. A noi pare.
Quindi........a presto.

I ragazzi del Gruppo di Ultima Resistenza Umana.


P.S.
Piccolo aggiornamento su DATI NON DATI

Dati dati dal Corriere della Sera di sabato 4 aprile 2020

ITALIA
Dato dato. Casi positivi 119.827
Dato non dato. Sul totale della popolazione italiana (60 milioni) corrisponde allo 0,2%

Dato dato. Deceduti 14.681
Dato non dato. Sul totale della popolazione italiana (60 milioni) corrisponde allo 0,02%

LIitalia è il primo paese al mondo per numero di deceduti


REGIONE LOMBARDIA (La più colpita)
Dato dato. Positivi 26.189
Dato non dato. Sul totale della popolazione lombarda (10 milioni) corrisponde  allo 0,2 %

Dato dato. Deceduti 8311
Dato non dato. Sul totale della popolazione lombarda (10 milioni) corrisponde allo 0,08%


REGIONE BASILICATA (La meno colpita)
Dato dato 247 positivi
Dato non dato. Sul totale della popolazione della Basilicata (567.118) corrisponde al 0,04%

Dato dato.  Deceduti 11
Dato non dato. Sul totale della popolazione della Basilicata (567.118) corrisponde allo 0,002%


GLOBO TERRACQUEO
Dato dato. Positivi 786.242
Dato non dato. Sul totale della popolazione momdiale (7,5 miliardi) corrosponde allo 0,014 %

Dato dato. Deceduti 56.767
Dato non dato. Sul totale della poplazione mondiale corrisponde allo 0,00075%


USA
Dato dato. Contagiati 255.506
Dato non dato. Sul totale della popolazione USA (327 milioni)corrisponde allo 0,07%
Dato dato. Deceduti 6786
Dato non dato. Sul totale della popolazione USA (327 milioni) corrisponde allo  0,002%

Salvo errori & omissioni


Carissimo Zorro
secondo te perchè i dati in percentuale sul totale della popolazione non vengona dati?

Hum.....hem........vediamo un po'.......non saprei........dunque.........perchè diav....... dannazione! .........cavoli........ questi mi stanno.......inerogando......come si permettono..........forse...........CI SONO!
Ragazzi, che ci crediate o no, ho sentito come un fioretto infuocato che mi trapassava il cervello da parte a parte.  Perchè non fanno..........SENSAZIONE!

Perfetto! Risposta giusta!

A quanti più fatti.

Ultima Resistenza Umana







venerdì 27 marzo 2020

SVEGLIA RAGAZZI!!




Hei ragazzi....maledizione....volete decidervi a battere un colpo?? Vi siete lasciati sfuggire per ben tre mesi la missiva del Sergente. Ho dovuto rimediare, si fa per dire, personalmente. Figura barbina.  Possibile che non abbiate niente da dire? Di questi tempi!! Persino il Sergente si è accorto che ultimamente battete la fiacca mica da ridere. Volete darvi una svegliata!!


Hem...hem......in effetti.....dunque..... veramente.......sai com’è........ Cavolo! Hai ragione!
Vivissime scuse al Sergente. E anche a te .E anche ai lettori Non capiamo come possa essere successo.........

Dunque, vediamo se riusciamo a rimetterci in pista. In verità dopo qualche anno di attività e l’nfinità di “post” che abbiamo postato.....non sapevamo più bene.......che cosa dire........Il fulmine a ciel sereno -sereno?- ci ha dato una bella scrollata. Eccoci qui più vispi che mai e con una infinità di cose da dire.

Ma prima dei ragionamenti per i quali siamo, come sai, portatissimi.vorremmo svolgere un puro e semplice servizio informativo a beneficio dei nostri lettori.



Dati epidemiologici su Covid 19 forniti dal Dott. Samuele Ceruti , specialista di Terapia Intensiva dell’ospedale di Lugano nell’ntervista di 1 ora rilasciata a Matteo D’Amico in data 17 marzo 2020 e pubblicata sul sito Villaggo Globale. Consigliamo vivamente l’ascolto.

Distinzione tra 
CONTAGIATI
ed
AMMALATI

Alcune categorie di virus producono sempre MALATTIA  nei contagiati.
Altri tipi di virus non sempre producono MALATTIA nei contagiati

Esempio.  Il virus dell’Herpes è costantemente presente nel 90-95% della popolazione adulta. In alcuni casi si sviluppa in malattia. Nella maggior parte dei casi non sviluppa malattia.

Il Covid 19 è un virus della seconda specie. Vale a dire che non sempre produce MALATTIA.

Quindi essere contagiati non significa che necessariamente ci ammaleremo.

I contagiati  (accertati positivi con tampone oppure non accertati) si dividono in due differenti categorie.


A.
Contagiati che non presentano alcun sintomo (gli asintomatici)

Non sviluppano la malattia
Questo gruppo corrisponde a circa il 50% dei contagiati totali.Sono contagiosi ovvero possono trasmettere il virus pur non essendo ammalati (portatori sani)

B.
Contagiati che presentano sintomi.

Sono i veri e propri ammalati
Questo gruppo corrisponde a circa il 50% dei contagiati totali. In questo gruppo la malattia può presentarsi in diversi gradi di intensità, in rapporto a diversi fattori tra i quali è determinante l’età e lo stato di salute del paziente.


L’analisi del decorso della malattia effettuato su circa 100.000 pazienti CONTAGIATI e SINTOMATICI  ci dice che essi possono essere così suddivisi
 

Grado 1
Riguarda l'80% dei sintomatici
Not severe.  

Il paziente sviluppa sintomi  blandi non distinguibili da una ordinaria influenza. Tosse- catarro. Assenza di febbre o poche linee. Nesuno muore. Inutile il tampone. Non devono recarsi in ospedale. Guariscono senza fare niente.


Grado 2.
Riguarda il 15% dei sintomatici
Severe Not critical

Febbre, tosse, difficoltà respiratoria. 
Ha bisogno di ricovero in ospedale per essere curato.
Il tasso di letalità in questo gruppo è dell' 8%
Il restante 92% guarisce


Grado 3
Riguarda il 5% dei sintomatici
Critical. 

Febbre importante, tosse, forte difficoltà respiratoria
Necessita di ricovero in terapia intensiva.  

Il decorso della malattia varia in funzione principalmente dell’età e dello stato di salute.
Il tasso di letalità in questo gruppo è del 42-62%.
Il restante 58-38% guarisce

Il tasso di letalità media nei tre gradi si aggira intorno al 2-3%. Va ribadito ancora una volta che stiamo parlando di tassi riferiti al TOTALE di contagiati sintomatici.
 

Il resto della popolazione o è contagiato ma asintomatico oppure non è contagiato. In entrambi i casi non c'è alcun problema ed è perfettamente inutile fare il tampone.

 

Da questo studio epidemiologico condotto -lo ripetiamo- su un campione di quasi centomila casi di sintomatici, possiamo trarre qualche indicazione pratica per tutti noi? Possiamo.

1.
Se non presentate sintomi o se presentate sintomi lievi che vi possono far pensare di rientrare nel Grado 1. mettetevi tranquilli, rilassatevi, non correte a farvi fare il tampone e aspettate. Quasi certamente i sintomi dopo un po' spariranno da soli.

2.
Se invece presentate sintomi più marcati tali da farvi pensare di rientrare nel Grado 2 consultatevi immediatamente, ma telefonicamente, con il vostro medico di fiducia per stabilire insieme a lui cosa fare.

3.
In ogni caso non precipitatevi nei Pronto Soccorso o nei DEA a chiedere che vi venga fatto il tampone. Sapere se siete positivi o no ha poca importanza. La cosa veramente importante è una valutazione equilibrata dei SINTOMI.




  Hum....Hem.....per tutti i diavoli........non capisco..........ma allora, dando percentuali così basse di malattia e di letalità questo dott. Ceruti  vorrebbe sostenere che non dobbiamo preoccuparci??? Che non c'è problema??!! E allora come la mettiamo con il pandemonio di morti che si è scatenato, con bare che non bastano e i forni crematori pure e la sanità al tracollo anche???? E voi la pensate come  lui??????



CALMA. Guarda Zorro, sei uomo d'azione, lo sappiamo, e quindi impulsivo. Poco propenso alla pacata meditazione riflessiva.
ASSOLUTAMENTE NO. Il Dottore non dice assolutamente questo. Guarda facciamo una bella cosa. Tu ti rileggi con calma il tutto cercando di capire i dati. Magari più volte. Poi, visto che sei bloccato pure tu, ti vai a sentire dalla viva voce del Dottore TUTTA l'intervista di 1 ora. Magari due o tre volte. Ti studi, diciamo studi, con calma il tutto, Poi ci mediti sopra. Nel frattempo sarà passato qualche altro giorno e magari avremo le idee un poco più chiare sulla tendenza. Nel frattempo anche noi ristudiamo, approfondiamo e meditiamo.


Poi ci risentiamo presto


I tuo pigri mai affezionati ragazzi del GRUV


L'intervista la trovate qui
https://www.vglobale.it/2020/03/17/covid-19-e-vera-pandemia/

lunedì 9 marzo 2020

Garcia ha battuto un colpo!




Cavoli......ieri sera, per puro caso, ho scoperto che fin da prima di Natale (22 dicembre 2019) il Sergente Garcia ha battuto un colpo! Mi sono precipitato a chiamare il Comitato di Redazione del GRUV chiedendo spiegazioni. Una delle segretarie mi fa: “attenda un attimo che contolliamo”. Fastidiosa musichetta.......... “E’ vero! Probabilmente la mail ci è sfuggita. Sa con tutto il lavoro che abbiamo............” Tiro qulche moccolo e butto giù la cornetta.

Carissimo “nemico”, al GRUV evidentemente sono troppo affaccendati. Mi scuso per loro e cerco di rimediare immediatamente. E personalmente.
 



Caro Zorro,

dopo l'intensa attività degli anni scorsi ho registrato un certo rallentamento nella tua produzione, certamente non dovuto alla diminuzione dei problemi né tanto meno alla loro dimensione. Mi illudevo che con il passare degli anni ti saresti calmato, ma la tua indole battagliera è viva più che mai, soprattutto quando i deboli hanno bisogno di protezione ed aiuto. Con questa illusione io mi sono "seduto" si fa per dire, perché ho distrutto la mia poltrona preferita che ho dovuto cambiarla con una rinforzata in quanto come sai, sono un uomo di "un certo peso". Oggi non sarei più in grado di correrti dietro e allora mi limito a inseguirti con le parole, visto che nella tua ultima riflessione del 21 novembre scorso ti sei chiesto dove ero finito.  

Cerco di dire la mia sulla sanità, di cui conosco un po' la problematica perché per gli altri temi da te trattati non ho la competenza necessaria. Parliamo quindi della Sanità del VCO.
Ho letto il comunicato stampa del neonato Comitato Provinciale da te citato ma, aldilà delle dichiarazioni dei diritti alla salute e delle critiche alla "Giunta Chiamparino" non trovo una proposta concreta. Mi sembra un libro dei sogni slegato dalla realtà. Non bastano le sale operatorie nuove per fare un ospedale, o anche auspicare che venga ripristinato il Pronto soccorso di Omegna e anche il Reparto di Traumatologia. 

Bisogna dire quali specialità si vogliono prevedere in ogni ospedale, perché per esempio il DEA ipotizzato, non può che essere di I livello e oltre a garantire le funzioni di Pronto Soccorso, deve garantire le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione, come pure deve assicurare interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia), Emodinamica. Deve inoltre garantire le prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali. Quindi se si vuole un DEA di livello minimo per ogni ospedale, queste le specialità sono obbligatorie. E per ora mi fermo qui.

Domande:
Ha senso avere due DEA distanti fra loro 40 Km circa?
Il bacino di utenza giustifica una scelta del genere?
La proposta è in accordo con le disposizioni di legge in termini di numero di casi trattati?
La proposta è finanziariamente sostenibile?  
E' questa una soluzione ottimale per le esigenze di salute del cittadino? 
Prova a rispondere.
Un caro saluto e tanti auguri per le prossime festività dal tuo sempre "nemico" Manuel Garcia


Cavoli..... vedo che sei ferratissimo in campo sanitario! Alle tue domande molto specifiche e tecniche non so se riesco a rispondere. Mi sembra di capire che tu, tra le righe dici: “concentrare” le prestazioni sanitarie non è sempre un male perchè può servire a renderle più efficaci e contemporaneamente meno costose”. Io sono abbastanza d’accordo sul concetto. Ma, concetto a parte, a te sembra che siano queste le vere ragioni del coro “Ospedale Unico!”. O non è che, per caso, dietro al valido concetto, si nasconde altro? Di “politichese”. Tanto per cambiare. In questo caso non avrebbero del tutto torto quelli del Comitato che vuole difendere le cose come stanno. Mi sembra.

In tutti i casi penso che i professorini del GRUV centrino abbastanza la questione di base quando dicono che la Sanità dovrebbe  essere contemporaneamente accentrata per le “Acuzie” e molto, molto decentrata per il Pronto Soccorso, la Prima Assistenza e la Prevenzione Primaria. Cosa che può essere fatta solo con una rete capillare e diffusa di Vere Case della Salute. Ho detto e sottolineo Vere. “Medicina Territoriale” è diventato uno slogan per sciaquarsi la bocca. Tanto per cambiare. La guerra tra poveri su dove mettere gli ospedali, in questo caso, non avrebbe più ragione di essere. O no? Ma allora dovremmo tutti quanti metterci a studiare un progetto di Vera Medicina Territoriale basata su una vasta rete capillare e difusa di Vere Case della Salute! Cosa sono? Che compiti devono svolgere? Come devono funzionare? Come devono essere distribuite?  Salute vuol dire, prima che curare malattie,  NON ammalarsi. O no? Potremmo provare a partire da qui? Che ne dici?

Visto che sei ferratissimo in campo sanitario ne approfitto per chiederti un parere. Ma su questo cavolo di Coronavirus dobbiamo preoccuparci si o no? Se è poco più di una normale influenza allora perchè tanto can can? E poi. Da dove viene? Pipistrelli? O Laboratorio di  “Biosicurezza” e “patogeni speciali” situato, guardacaso, proprio a Wuhan? 


Non è che magari c’entrino anche le condizioni di vita non troppo salubri nelle quali viviamo oggi come oggi? Ieri sera sono andato a rileggermi un impressionante capitolo dell’impressionante libro “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond. Sostiene che tutte le tremende epidemie e pandemie infettive che si sono abbatturte sull’umanità da qualche millennio in qua, ben utilizzate tra l’altro dai “bianchi” per distruggere popoli e culture in giro per il mondo, sono dovute principalmente agli stretti contatti animali allevati-uomo, al sovraffollamento urbano, e alle condizioni di vita poco igeniche che queste due cose hanno determinato. Un bel regalo della cosiddetta “Civiltà”. Non lo dico io ma lui. E se lo dice lui che è un famoso scienziato USA...............
Puoi aiutarmi a capirci qualcosa?

Attento al sovrappeso!

Con scuse  rinnovate sempre tuo irriducibile “nemico”
Zorro

giovedì 21 novembre 2019

CAPIRCI QUALCOSA

Riceviamo e pubblichiamo





Cari ragazzi resistenti,
se devo essere sincero sono un filino preoccupato. L’anno scorso dicevo: ”siamo alla frutta”. Sei mesi fa “siamo al dolce”. Poi, col passare delle settimane, siamo arrivati al caffè e all’ammazzacaffè. Oggi, novembre 2019, dico che siamo al Conto. E che non ci sono i soldi per pagarlo.
Seguo quotidianamente, tra una scaramuccia e l’altra, notiziari e dibattiti. Miliardi di parole vengono sprecate su dettagli di minore importanza. Esperti e controesperti sgusciano di mano come anguille e dopo le loro incredibili arrampicate sugli specchi, alla fine, ne capisco un po’ meno di prima. Se possibile. Non su COSA succede ma sul PERCHE’ quello che succede succede.  E’ chiaro che Venezia va sotto perché la marea si alza. Ma voi, che dovreste essere intelligenti, capite bene che non è questo il punto. Potete darmi una mano a capirci qualcosa?

Sempre vostro, affezionatissimo Zorro


Carissimo,
grazie innanzitutto del “dovreste essere”.  Certo, possiamo cercare di darti una mano. Però, scusaci, ma tu li hai letti .-meglio, studiati- i cosiddetti “Post” che abbiamo postato in tutti questi anni?  Riprovarci. Vedrai che ti aiuteranno parecchio. A capirci qualcosa.

I fatti accadono. Chiari, brutti, rotondi, pesanti, inequivocabili. Da Taranto dove un enorme numero di cittadini si trova a dover “scegliere” se morire di cancro, di fame o di nonsenso. O di tutti e tre.
A Genova, ma non soltanto, dove i ponti crollano facendo precipitare nel vuoto quelli che ci si trovano sopra e schiacciando quelli di sotto. A Venezia che va sotto il mare mentre la Grande Opera Salvifica giace inerte sul fondo. Del Mare. Di Soldi.  All’Italia intera che va sotto acqua e fango. Reale e metaforico. Per arrivare alla nostra piccola Provincia, dove, dopo un decennio, siamo ancora alla Guerra tra Poveri sulla dislocazione dell’Ospedale Unico, ora “Baricentrico”.

I fatti accadono. Sul perché i pareri si sprecano. Le cose sono “molto complesse”. E risposte semplici non vi possono essere. Così ci raccontano. Però qualche barlume di “semplice” verità  fa capolino. Ma per coglierla, caro Zorro, bisogna studiare.

Taranto. Sembra che l’inestricabile garbuglio senza vera via d’uscita sia dovuto, in verità, alla Crisi dell’acciaio. Eufemismo per non dire che si vende poco e sempre meno acciaio. E soprattutto per non dire che se ne produce troppo. E, tantomeno del perhché, e come mai, si produce troppo. Quando si vende molto sembra che non ci siano problemi. Molti utili. Molti stipendi. Molta spesa al Super-Mercato. Qualche briciola può essere persino impiegata da Sua Maestà l’Investitore per “risanare” e “mettere in sicurezza”. Quando non si vende i problemi, che c’erano anche prima e che non si vedevano, finalmente si vedono. Ma quando si vedono è tardi per fare qualcosa. Se provi a rileggerti -meglio, studiare- “Le vere ragioni.” pubblicato nel maggio 2018 ti può aiutare a  “capirci qualcosa” Lo trovi qui sotto appena dopo "Furbata leghista".

Genova. Una Colossale Opera -demenziale- per sostenere una demenziale “mobilità” di esseri umani e di Merci su Gomma, dopo almeno un decennio di “avvisaglie”, di trascuratezze, di rinvii, di prudenti considerazioni sulla inopportunità dell’allarmismo sociale e - in generale- di teste sotto la sabbia, viene giù. “Solo” 43 morti. In altro momento avrebbero potuto essere migliaia.
E’ il caso più “spettacolare”. In Italia, e non solo, sono a dozzine. Meno “spettacolari”. Ci dispiace. Reagiremo. Con un ponte nuovo. Un pochino meno demenziale del precedente. Se dovesse andar giù non andrà giù tutto in un colpo ma solo a piccole porzioni. In ogni caso la demenziale mobilità su gomma privata resta. Chiaro.

Prova a rileggerti -meglio, studiare- “Fare soldi ed agire razionalmente” pubblicato nel febbraio 2015.

Lo stesso dicasi per Venezia.  In totale una trentina di anni per NON avere la Grande Opera Salvifica che, probabilmente non salverebbe un bel niente, ammesso e non concesso che mai arrivasse ad entrare in funzione, per il “semplice” motivo che il problema di Venezia è “evidentemente” un altro. Non risolvibile in modalità semplicemente “meccanica” con delle paratie “a scomparsa”. Ma che non si vede. O si fa finta di non vedere. Il vero problema. Con il supporto -naturalmente- scientifico, -per i “non vedenti”- di esperti e controesperti. Prezzolati. Un patrimonio millenario di collettiva, oculata, delicata, intelligente,  prassi costruttivo-manutentiva, gettato nella pattumiera della Storia in nome dello Sviluppo. Petrolifero e Turistico.  E che deve -dovrebbe- essere recuperato-il patrimonio- e posto a guida della “politica”. Pena la morte. Di Venezia. Chiaramente non si farà.

Vai a “Soldi da spendere”  febbraio 2914.

E veniamo finalmente alla nostra piccola e sperduta Provincia dalla tormentata orografia vallivo- lacustro-montana. Passato almeno un decennio ci risiamo. Guerra tra poveri. Qualche novità però c’è. Non si discute più sulla UNICITA’ dell’Ospedale Unico’. Tutti d’accordo. Meno uno. Si discute su dove sta il fatidico “BARICENTO”. Di più.  Addirittura su cosa è -filosoficamente, materialmente e demograficamente parlando- un “baricentro”. L’altra novità è che i “politici”  hanno scoperto l’importanza della Medicina Territoriale. E da buoni “politici” la adoperano come foglia di fico.
Controprova:
SE esistesse sul nostro territorio  anche solo un minimo di Vera Medicina Territoriale Diffusa,  automaticamente la guerra tra poveri -e anche quella tra “politici”, su dove mettere il Baricentro non  ci sarebbe.  Non ci sarebbe perché la struttura sanitaria sarebbe contemporaneamente vicinissima a ciascuna piccola comunità comunale e contemporaneamente accentratissima per la Grande Specializzazione Specialistica..

Ma, come si sa, con i SE non si fa la Storia.

Prova a rileggerti -meglio,studiare- il post “Un DEA? Due DEA? Verbania? Domodossola?" Pubblicato 5 anni orsono, nel dicembre 2014 e vedrai che ti sarà di grande aiuto per capirci qualcosa.

Molti altri “post” che qui non ti elenchiamo, per non risultare pedanti professorini, potrebbero aiutarti. Prova a scorrazzare.
Parentesi. Sergente Garcia, se ci sei batti un colpo!

Scusaci per la “rozzezza” ma -sanamente- rozzi siamo. E vogliamo rimanere Grazie.
Sei sempre nei nostri pensieri.

G.U.R.U.
Gruppo di Ultima Resistenza Umana
Sede di Verbania


giovedì 13 giugno 2019

Il punto




Nell’ormai lontanissimo 2013 e dopo ben due vite di tentativi -regolarmente falliti- per “cambiare” il mondo ci ritirammo da esso, esausti,  a meditare. In considerazione della età quasi veneranda dei soggetti implicati, forte fu la tentazione di lasciare definitivamente perdere. Considerammo allora la possibilità di avviarci sul sentiero di una salutare lontananza. E del, forse un po’ meno salutare, oblio.
Ma una serie di circostanze storiche e psicologiche ci “costrinsero”, purtroppo, a ripensarci. 

Dobbiamo tenere presente che ci si trovava, in quel momento, a ridosso dello spaventoso crack finanziario americano che produsse pesantissimi scricchiolii nell’Edificio Economico Mondiale che ospita le nostre, più o meno sconquassate, esistenze. Addirittura ritorno’ in auge, in quegli anni, la impronunciabile parola che credevamo di aver sepolto per sempre insieme al defunto “Comunismo”. Ovvero “Capitalismo”. Fu, per noi inguaribili, una sferzata di energia.  Allora la Storia era tutt’altro che “finita”! Qualcosa, allora, si poteva, e si doveva, ancora dire! Ci rimettemmo al lavoro. Ma cercando di evitare, per quanto possibile, i plateali errori e le imperdonabili ingenuità della fase “giovanile”.
Fondammo in poche settimane un gruppo di ultima resitenza umana che immediatamente si dotò, utilizzando le meravigliose opportunità della moderna tecnologia telematica, di un “Blog” a costo  praticamente meno di zero. Che chiamammo, azzardando non poco, “Pensieri di Zorro”. Tra le tante “cavolate” del passato avevamo commesso quella di prenderci decisamente sul serio. Troppo. Non volevamo ricadere in questo marchiano errore. E poi ci sembrava un titolo fantasioso. Fuori dallo schema paludato e serioso della cosiddetta “politica”.  E poi ancora ci piaceva il richiamo a questo romantico eroe mascherato in perenne lotta .-vincente- contro i potenti. Al fioretto ed alle strabilianti doti di spadaccino avremmo sostituito l’arma della parola scritta. Ma, a differnza del passato, avremmo dovuto lasciar perdere i dettagli, nonchè le pastoie della militanza attiva e diventare pensatori “radicali”. Nel senso proprio del termine: andare alla radice. E così facemmo. O meglio, cercammo di fare.
Non ultimo il fatto che con quel bizzarro nome e senza minimamente volerlo, ci siamo ritrovati in testa ad una interminabile lista di siti. Con grandi vantaggi di “visibilità”.

Due parole, per concludere, sulla faccenda della clandestinità, per la quale siamo stati spesso aspramente criticati. Siamo persone assolutamente qualsiasi che ci tengono immensamente a rimanere tali. Capiamo che in tempi di sfrenato protagonismo ciò possa risultare quantomeno strano. Siamo altresì convinti del fatto che se qualcosa possa mai avere una qualche importanza essa riguarda quello che viene detto e non chi lo dice. Soprattutto se lo diciamo noi. Signori Nessuno a tutti gli effetti. E poi.
Ma ve lo immaginate uno Zorro in piena azione e senza mascherina? O, ancora, una seria, ultima resistenza umana che fornisce al Potentissimo Nemico Storico Globale Numero Uno, nome, cognome, indirizzo, fotografia a colori e numero di telefono? Suvvia!
Provate a leggere, meglio studiare; uno a caso dei nostri post e poi diteci se abbiamo, o non abbiamo, ragione.

martedì 29 maggio 2018

ALTO TRADIMENTO O FURBATA LEGHISTA?



In questi giorni e tanto più nei prossimi mesi abbiamo ed avremo modo di mettere alla prova la “teoria” che abbiamo tentato di delineare nelle quattro puntate della serie “Le vere ragioni”.

La situazione viene giustamente definita come la più grave crisi  politico-istituzionale nella storia della Repubblica.
Le letture coprono uno spettro molto ampio che va da quella dell’ alto tradimento presidenziale a quella della furbata leghista.

Alto tradimento presidenziale.
A fronte della costituzione di un Governo del Cambiamento espressione di un vasto, antico e giustificato malcontento sociale, legittimamente espresso attraverso regolari e democratiche consultazioni elettorali, il Presidente della Repubblica interpretando gli interessi dei Poteri Forti in campo economico e finanziario pone il veto sulla nomina del Ministro dell’Economia ad essi Poteri non gradito. E il governo salta.
E’ attendibile questa lettura? A nostro parere lo è.

Furbata leghista.
Il leader leghista, consapevole del fatto che oggi come oggi governare significa assumersi l’ingrato compito di tentare di dirimere inestricabili garbugli socio-economici e consapevole altresì del fatto che le promesse fatte in campagna elettorale sono in larga misura irrealizzabili, si impunta sulla nomina del ministro dell’economia per -scientemente- far saltare tutto allo scopo di non governare da una parte  e di cavalcare ulteriormente il malcontento popolare a scopo elettorale dall’altra.
E’ attendibile questa lettura? A nostro parerre lo è. O comunque potrebbe esserlo.

E allora?

E’ possibile capirci qualcosa in una situazione -questa come tante altre- nella quale tutto e il contrario di tutto è in qualche modo attendibile e tutti, qualsiasi cosa dicano, sembrano avere contemporaneamente torto e ragione?

Siamo del parere che restando a questo livello di lettura sia impossibile capirci qualcosa. In altre parole avere una chiave interpretativa capace di mettere in evidenza la vera natura della questione.

E qui proponiamo l’altro livello di lettura. Quello appunto che ci siamo sforzati di mettere a fuoco nella serie “Le Vere Ragioni” (vedi).
In sintesi e nel caso specifico.
Un Sistema Economico Mondiale in preda alla schizofrenia terminale (globalizzazione da una parte, protezionismi sfrenati dall’altra e sovranismi populisti dall’altra ancora) che si è ridotto tale perchè

CONDANNATO A CRESCERE
nello stesso momento in cui
NON PUO’ PIU’ CRESCERE

vuoi perchè i mercati sono più che saturi di tutto e vuoi perchè tutti gli espedienti per drogare la crescita sono stati abbondantemente consumati compresa la gigantesca dilatazione non ulteriormente dilatabile del DEBITO pubblico e privato,

è in buona sostanza una trappola perfetta dal punto di vista sistemico-strutturale nella quale ci siamo cacciati con le “nostre” mani e dalla quale non è possibile uscire.

Questa chiave di lettura spiega molte cose apparentemente inspiegabili. Compresa la odierna e più grave crisi politico-istituzionale nella storia della Repubblica Italiana.

La soluzione, che non sfuggirebbe ad un bimbo di terza elementare: riportare l’attività economica nel più grande alveo della Vita Umana sul Pianeta finalizzandola non alla Crescita per remunerare Privati Capitali Investiti, bensì alla realizzazione di un autentico Essere Bene individuale e collettivo che la Società nel suo complesso dovrà definire attraverso una elaborazione progettuale individuale e collettiva. Semplicissimo ancorchè letteralmente sconvolgente. Ma solo nei confronti di QUESTO stato delle cose. Nel quale la vita degli uomini deve essere schiava dell’”economia”.  Economia tra virgolette.

COME realizzare in pratica questo semplicissimo passaggio concettuale è l’arduo compito che ci attende nel futuro. Se vogliamo averne uno.



P:S.
Abbiamo riunito le quattro puntate di “Le vere ragioni” in un unico post per facilitarne la lettura e per..... guadagnare spazio.


pensieridizorro@gmail.com